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6 luglio 2016

Le Ombre di Rosso

MOMENTI DI LUCIDITA’

19 luglio 2015 - Autoproduzione

Prodotto dalla band stessa con il patrocinio del comune di Conegliano “Momenti di lucidità” rappresenta il debutto discografico del sestetto veneto de Le Ombre di Rosso. Fabio Fantuzzi (voce, chitarra, banjo e armoniche) e Andrea Alzetta (fisarmonica, piano e organo) tessono rispettivamente liriche e musiche di nove tracce dall'anima folk seducentemente intervallate da bagliori swing e arie tipiche del cantautorato di prim'ordine. Particolarmente ispirata e suggestiva la line-up di questo ensemble trevigiano che annovera tra le proprie file -oltre i citati Fantuzzi e Alzetta- Nicola Borsoi (basso elettrico e chitarra), Paolo Bottecchia (sassofoni e flauto), Jacopo Mazzer (violino, mandolino e synth) e Cesare Cusan (percussioni, vibrafono nonché co-autore di alcune melodie presenti).

 

E' arrembante l'incedere di violino e chitarra dell'opener Hey vecchio pazzo, apri-pista dal retrogusto gitano che riporta alla memoria racconti targati MCR; le incursioni del sax di Bottecchia animano il sommesso recitato della riflessiva ballad Ma tu che ne sai, e se nella trascinante L'equilibrista sono balcaniche le arie emanate dalle vibrazioni della fisarmonica è del sapore dei tempi andati che vengono rivestite le atmosfere swingate della scanzonata Più o meno. Una soffusa trama di struggenti suoni di violino disegnano i contorni delicati di Anisca, arie in netto contrasto con la successiva Stavolta ci resto sotto, radioso episodio dai connotati bandistici con tromboni e basso tuba in grande spolvero. Una nostalgica armonica chiude la malinconica La strada per tornare da te anticipando la crepuscolare incursione jazz di Non è finita ma sta per finire; l'amara constatazione della fugacità del tempo segna Rovine epilogo dell'album dai contorni mestamente nostalgici.

 

Raffinatamente rétro ed istintivamente folkloristico “Momenti di lucidità” si rivela un valido biglietto da visita per Le Ombre di Rosso, una convincente opera prima dalla quale emergono potenzialità tecniche e creative di assoluto rispetto. Non solo velleità da cantastorie di piazza ma apprezzabile propensione verso il rispolvero ed il recupero di armonie tinte di suggestioni passate. In sintesi, per queste ombre, possiamo dire: 'buona la prima'.

 

 

 

Alessandro Freschi

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