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9 agosto 2016 ,

The Supersonic Heroes

MATRYOSHKA

23 giugno 2016 - Seahorse Recordings

The Supersonic Heroes sono una band catanese formata da Adriano Di Mauro, Marco Crimi, Carlo Missiato e “Matryoshka” è l'album di esordio pubblicato per la label indipendente Seahorse Recordings. Il suono di cui è imbevuta questa prima prova è di diretta derivazione anglosassone per la particolare predilezione verso un indie pop che combina elementi come l'electro-pop e leggere venature rock. Il punto è che i nostri, pur suonando bene, vengono soverchiati dai modelli di riferimento con un offuscamento di quegli spunti di personalità che emergono senza mai però prevalere in modo deciso, con un generale effetto di prevedibilità. Nonostante ciò, non mancano ragioni di vanto per The Supersonic Heroes i quali danno prova di capacità di ricerca e costruzione della melodia con dodici brani a cui non manca certo la freschezza ed il piglio britpop proprio dei Blur e dei Kaiser Chief più ispirati.

 

Apre l'album Something New con il suo andamento alla Strokes, mentre la successiva Isabella, uno dei brani più riusciti, sembra condensare la filosofia della band con il suo turbinio colorato di chitarra e batteria. Nota di merito per il pathos di Bratislava che potrebbe essere uscita da “Is This It” di Julian Casablancas e soci, così come i battiti in levare di Space Queen ci proiettano verso una dimensione eighities. L'elettricità fa capolino in We Are Not The A.M. con qualche assonanza Franz Ferdinand, mentre rimane nella testa l'ingenuità di Cup of Sand, assolutamente riuscita nella sua semplicità. Dopo i languori di Sheila, in chiusura troviamo la girandola di Waiting For The Morning ed i suoi umori new wave riconvertiti in ska. I Supersonics Heroes si sono accreditati come una realtà interessante sul piano delle performance live, piene di energia e di empatia con il pubblico. Per quanto riguarda la scrittura riteniamo che ci siano buoni margini per migliorare soprattutto per ciò che riguarda la individuazione di un percorso artistico proprio e più distante dai (tanti) dischi ascoltati e metabolizzati. Ci vediamo alla prossima, etnei “eroi supersonici”. Il tempo è dalla vostra parte.

Giuseppe Rapisarda

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