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12 dicembre 2017 , , ,

Walter Celi

LOST IN THE WOMB OF THE NIGHT

19 Novembre 2017 - Autoproduzione

walter celi lost in the womb of the  nightAutore, compositore e polistrumentista: il barese Walter Celi esordisce con il primo full lenght autoprodotto (insieme a Fabio Larizza, che ha curato anche il mixaggio ed è intervenuto al basso e alla chitarra in diversi luoghi del disco), “Lost in the Womb of the Night”, un album in cui l’artista racchiude e dà forma compiuta a tutte le sue tante e variegate influenze musicali. Celi, che nel disco ha personalmente registrato tutte le basi strumentali, esplora nelle 12 tracce universi dissimili che tra le sue mani trovano una mirabile convergenza di senso. Nel favorevole humus delle armonie jazzate, l’artista barese costruisce accattivanti motivetti pop-soul-r’n’b che trovano posto in un mare fatto di modulazioni, cambi di dinamica e di stile e altre finezze tecniche degne di un interprete maturo e musicalmente colto. Un concetto che appare particolarmente ben esposto nel singolo Kill the Name, in cui le melodie orecchiabili si congiungono a uno stile strumentale (impreziosito dalla partecipazione del trombone di Vito Scavo) interessantissimo e di non facile collocazione, e in altri episodi del disco, in cui la voce black dell’artista alterna strofe in un fluido inglese a incisi in italiano (Deserti di Ghiaccio, La Valle Blu, brano in cui compare la virtuosa tromba di Donny Balice, che ritroviamo anche nella title-track). Tra gli altri elementi degni di nota, si distingue la ballatona Wound, arricchita dall’organo di Moses Howard e dai cori di Melissa Mongelli, per un disco avvincente e che è punto d’incontro di stili e culture differenti.


Riccardo Resta

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