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23 gennaio 2018 , ,

Lillo Minniti

LOST IN SPACE

4 novembre 2017 - Autoproduzione

Perturbante e complesso: il nuovo album di Lillo Minniti, “Lost in Space”, è un concentrato di sensazioni e riflessioni cui l’autore dà forma concreta. Nel lavoro del cantautore, architetto, pittore e scultore s’incontrano suggestioni provenienti da luoghi lontani: lui, da buon siciliano, sa cogliere le molteplici influenze che la sua terra offre. Il disco sa ben passare in rassegna elementi arabeggianti, gitani e celtici, fusi con rimandi psichedelici, elettronici e rock-orchestrali (Empty Ships, Circular Mantra, Lost in Space, The End Is Not Written). Tra le tante particolarità spicca l’uso di varie lingue nei testi: il filo conduttore resta un sapiente uso dell’inglese, che qui e lì incontra l’italiano (L’Angelo, un sognante tema psichedelico-orientaleggiante con un intermezzo recitato dallo stesso Minniti), lo spagnolo (Teleraña, interpretata dalle voci di Alessandra e Nicoletta Palermo), addirittura il d’ni (lingua artificiale inventata da Richard Watson) in D’ni Lament Song e il latino in Tempus Transit Gelidum, una trasposizione dark di un passaggio dei “Carmina Burana”, opera del XII secolo. In un disco complessivamente molto ben riuscito, si distingue come brano migliore Muhammad, struggente elettro-rock sul dramma dei migranti che attraversano il Canale di Sicilia. Ottima anche la riuscita della ballatona You, brano dedicato da Minniti alla figlia, fino alla conclusione con la dolce ninnananna Moonlight Freddie’s Lullaby.

Riccardo Resta

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