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28 maggio 2016 , ,

23 And Beyond The Infinite

LOATH: INSANE MIND FESTIVAL

7 marzo 2016 - MiaCameretta/Edwood/Teen Sound

La scena neo-psichedelica della nostra penisola è ormai una realtà che si sta consolidando ed espandendo e gruppi come In Zaire, Giöbia e Go!Zilla si vanno imponendo all'attenzione di un'audience che sempre più spesso oltrepassa i confini nazionali. Ad arricchire il panorama nostrano arrivano i 23 And Beyond The Infinite, band che già da un paio di anni in realtà sta dimostrando di avere le carte in regola al pari dei gruppi appena citati. Provenienti da Benevento, Angelo Zampelli (batteria), Alessio Del Donno (basso e chitarra), Vincenzo Concia (chitarra, voce e synth) e Cosimo Boscaino (chitarra e voce) giungono con "Loath: Insane Mind Festival" alla seconda prova sulla lunga distanza, confermando una buona padronanza della materia psichedelica servendosi anche di efficaci scelte timbriche, impreziosite sicuramente da un buon lavoro effettuato in studio di registrazione.

 

Impossibile comunque non tratteggiare un loro profilo senza tener conto di alcuni riferimenti che sovente emergono in maniera del tutto esplicita, come ad esempio l'omaggio ai Doors di The Wild Truth (già il titolo del loro album d'esordio "Faces From The Ancient Gallery" del 2014 lasciava pochi dubbi riguardo al loro background). Non mancano certo nell'album altri bagliori del Sole californiano, Jefferson Airplane su tutti, ma dobbiamo idealmente scendere ad Austin nel Texas per rintracciare ulteriori e imprescindibili punti di riferimento: oltre ai 13th Floor Elevators, i quattro beneventani devono aver assorbito dosi massicce di ascolti targati The Black Angels (debitori a loro volta dei già citati 13th Floor Elevators ma anche dei Velvet Underground e di certa dark-wave-shoegaze), tanto da averne subito un discreto imprinting durante il processo di foggiatura stilistica. Non siamo quindi di fronte ad una prova dall'estrema originalità ma, come accennato prima, i 23 And Beyond The Infinite sanno suonare della buona psichedelia e i sette brani che compongono "Loath: Insane Mind Festival" suonano più che convincenti, scorrendo uno dopo l'altro con una tensione costante, accompagnandoci con abilità in quei territori lisergici dove convivono paura e gioia, bellezza e asprezza. Davvero una piacevole conferma.

Aldo De Sanctis

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