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13 aprile 2019

Bodoni

LIVED

29 Novembre 2018

bodoniUscito il 29 Novembre scorso “Lived”, che poi è lo speculare di devil, è il disco d'esordio dei Bodoni, un EP, un disco fuori luogo e fuori tempo per chi afferma che il grunge è morto con Cobain il 5 aprile del 1994: lo sanno bene i quattro ragazzi ferraresi e se ne fregano beatamente così come solo chi sente proprio l'urlo della disperazione giovanile sa fare. I componenti del quartetto si definiscono troppo giovani per poter partecipare ad un live dei Nirvana, ma troppo maturi per dimenticare il dramma delle Torri Gemelle. Figli di quell'epoca in cui si avvolgevano ancora i mixtape in audiocassetta con la bic, anni in cui lo streaming online non si immaginava neppure, i Bodoni hanno deciso di vestire nuovamente le camice da boscaiolo, accendere la distorsione della chitarra, pestare forte sulla batteria e creare un disco che sarebbe potuto uscire tranquillamente nella Seattle zone degli anni '90. Otto tracce per venti minuti circa di musica, un condensato di voglia di suonare e di spaccare nuovamente il mondo con la propria rabbia, questa è l'essenza che si respira ascoltando “Lived”.

53649954_385298822051057_3066542714460831744_nEchi di tutto il Seattle sound, millennials che suonano per la generazione x, millennials che forse si identificano come la nuova generazione x e che forse, vedendo i tempi che corrono, non si sbagliano più di tanto. Se solo la santissima trinità della flanella Cobain-Grohl-Novoselic avesse la possibilità di ascoltare questo lavoro sarebbe fiera del proprio lascito e dell'operato di questi ragazzi: canzoni come Mark When Ready, con la sua alternanza tra strofa smorzata e ritornello urlato è l'apoteosi del flanger a manetta e dei prepotenti riff anni '90. Tirando le somme “Lived” è uno di quei dischi che qualunque adolescente incazzato che vive nel nostro paese e che vuole mettersi a suonare dovrebbe ascoltare dopo i capisaldi del genere. Un bell'esempio di come, imparando dai grandi, si può creare ancora qualcosa di interessante e carico di adrenalina.

 

Andrea Ghignone

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