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2 aprile 2014 ,

Long Hair in Three Stages

LIKE A FIRE IN A CAVE

2013 - Noise Wave Records

Long Hair in Three Stages LIKE A FIRE IN A CAVE Direttamente dalla fucina catanese che ha prodotto nomi eccellenti del (povero, ahimè) panorama noise italiano (vedere Uzeda) ecco spuntare dalle ceneri dell'Etna i Long Hair in Three Stages. Quello che subito salta agli occhi è il tributo ad uno dei capolavori di una band che ha segnato la storia del noise-rock, gli statunitensi US Maple: “Long Hair in Three Stages” è il disco d'esordio (da poco ristampato) del gruppo di Chicago, speriamo porti fortuna. Noise Wave, che è anche il nome dell'etichetta che ha stampato il disco, è sicuramente il termine che più calza allo stile proposto dai LH3S. Il sound che caratterizza questo disco è essenzialmente post punk, ci vengono in mente i primi lavori di Vic Godard con i suoi Subway Sect, ma anche e soprattutto band del calibro dei Southern Death Cult, la primigenia creatura di Ian Astbury, che si rispecchia molto nei vocalizzi di Giuseppe Iacobaci. Quindi new wave, post-punk, ma il noise? I riff di di Fabio Corsaro  rimandano a tratti alle escursioni chitarristiche di Mark Shippy (hate song), ma dobbiamo comunque rifarci al suo primo periodo, quello degli Shorty, mentre gli Us Maple per adesso rimangono essenzialmente legati solo al nome della band. Nightfall a nostro parere segna un passo indietro, è un brano che strizza molto l'occhio agli Slint, ma purtroppo naufraga in acque basse dove a malapena si riescono a scorgere atmosfere alla Japan e se vogliamo il Bowie degli anni '80.

 

“Like a Fire in a Cave” è un disco illuminato da diversi sprazzi stilistici, molto particolare il brano Experia, che con il suo cantato in italiano e la sua tematica pesca a piene mani dalla tradizione hard-core italiana, in questo caso si parlerebbe di post-hardcore, quindi Fugazi, Squirrel Bait, ma è interessante rilevare anche il loro impegno civile a fianco degli attivisti No-Muos di Niscemi. La musica non è slegata dalla società, fare punk o post punk nel 2014 ed accompagnarlo in qualche modo con qualcosa di più sostanzioso di una cresta verde ed un adesivo sulla chitarra sarebbe cosa auspicabile: sappiamo che le magliette dei Clash e Ramones vengono vendute dalle multinazionali dell'abbigliamento, ma questo non ci esula dal pensare che forse bisognerebbe dare un po' di credibilità alla propria attitudine anche con i fatti e non solo con le note. In generale questa band comunica genuinità e passione, caratteristiche fondamentali per qualsiasi gruppo, ma soprattutto sanno suonare, e lo dimostrano con questo disco che segna comunque un piccolo passo avanti per l'indie italiano, e ricordiamoci che è a piccoli passi che si scalano le montagne.

 

Nick Zurlo

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