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9 luglio 2017

Andrea Cubeddu

JUMPIN’ UP AND DOWN

13 maggio 2017 - Autoproduzione

Alla nutrita schiera di musicisti italiani che hanno scelto il blues come forma di espressione si aggiunge oggi Andrea Cubeddu, sardo residente a Milano e valido padroneggiatore di chitarre elettriche, semiacustiche e slide. Nonostante i dodici brani siano originali, la cifra stilistica è quella di un blues piuttosto roots proveniente dal delta del Mississippi che crediamo essere tra i principali ascolti del giovane Cubeddu.

Blues in solitaria, quindi, per sola voce e chitarra come si addice a chi, come il bluesman sardo, batte le strade e le piazze come musicista busker e dove brani più lenti (Evil Neighbor, Release You Soul, Traveller Blues, Unlucky In Love), si alternano a momenti più movimentati, (I Sold My Soul To The Devil che apre l’album, Feel Like I’m Dead, Don’t Love Me No More), mentre i bottleneck glissano deliziosamente su e giù lungo il manico della chitarra e piccoli e vivaci assoli punteggiano alcuni brani, (Goin’ To Propose, What Else Can I Do).

La canzone, ovviamente, rimane la stessa e l’originalità non abita più qui, la sensazione è quella dell’abbondantemente già sentito, ma è comunque piacevole ascoltare la sincera cubfotopropensione blues che si propaga da queste godibili e briose dodici tracce che non pretendono nulla se non il farsi ascoltare senza pregiudizi e con spensieratezza. Blues canonico, quindi, che non propone nulla di nuovo sotto il sole delle dodici battute ma ciò nonostante, piacevolissimo.

 

Maurizio Pupi Bracali

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