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6 giugno 2013 ,

4 Real

It’s Not Over EP

2013 - Autoproduzione

4 realI 4 Real sono una band che muove i suoi primi passi in un piccolo paesello dell’entroterra ligure, ma in realtà sono più che una semplice band: sono una vera e propria famiglia, formata da due fratelli (Niki, batteria e voce, e David, chitarra), un cugino (Nicolò, voce e chitarra) e un amico d’infanzia (Mauri, basso e voce), cresciuto accanto a loro come un altro fratello. Il loro nome li riassume perfettamente: perché sono 4 e sono veri (4Real), sinceri, genuini, ma se lo leggiamo “for real” in inglese significa “per davvero” e infatti si sente che in quello che fanno ci credono veramente, come chi insegue un sogno fin da bambino. Pur essendo giovanissimi, i 4Real hanno macinato serate e serate di gavetta nei pubs, nelle feste di piazza, nei contests, nei festivals locali, e sono cresciuti suonando le covers del genere che più amano: il punk attualizzato da bands come Blink 182, Sum 41, Offspring, Green Day. E ovviamente, all’approdo dell’esordio autoprodotto, il loro sound affonda le radici in questi riferimenti, ma non solo: l’opener Change My Mind è la traccia più hard del disco, quasi tra stoner e gli ultimi Queens of the stone age, mentre la dolcissima Forever Alone, con quella sua intro arpeggiata, quelle accelerazioni scandite da rullate velocissime e quei coretti così “catchy” non sfigurerebbe affatto nella colonna sonora di qualsiasi capitolo della saga di American Pie. Questa è infatti la traccia migliore, dove i quattro ragazzi liguri risultano perfettamente compenetrati nel modello di riferimento, con il tocco in più dato dalle armonie delle voci, che suonano davvero americane quanto basta. L’alchimia di questi cori così squisitamente punk-USA si ripete ancora in Another mistake, traccia veloce e azzeccata; Devil’s Soul è forse il momento più melanconico dell’intero album, quello che nelle feste serve a creare l’atmosfera giusta con la tipa giusta. Il mini-album si chiude con il tempo quasi ska di My rock world, un brano che è un vero inno generazionale. Un plauso anche alla bella veste grafica di Errecomerre, elegante e intelligente.

Alberto Sgarlato

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