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7 agosto 2016

June Reed

IN A BOX

30 giugno 2016 - Autoproduzione

Tre femmine e un maschio per un indie rock chitarristico e alquanto di maniera. Si tratta di un’autoproduzione e per una volta lo si capisce bene. Sarà anche lo-fi voluto ma non è proprio il massimo dei migliori ascolti. Trattasi di un EP con sei brevi canzoncine, cantate in inglese, un po’ tirate per i capelli e tutte molto simili tra loro senza stoccate che possano colpire neanche dopo vari ascolti.

Probabilmente i ragazzi sono giovani ed è giustificabile il dilettantismo che traspare in questo pop rock da cameretta che non si fa purtroppo amare nella sua solo lontana approssimazione a sonorità alternative rock che non riescono a raggiungere. 

Risulta difficile segnalare (salvare?) qualcuno dei sei brani che non si distinguono né per originalità, né per perizia strumentale, né per qualità vocale (c’è persino qualche stonatura) e nemmeno per la scelta di inserirli nell’EP (se queste tracks sono quelle scelte per la pubblicazione non osiamo pensare com’erano le outtakes). L’insufficienza è quindi d’obbligo, consigliamo di continuare a studiare sperando di ritrovare il quartetto napoletano in una prossima prova più matura e convincente.

 

Maurizio Pupi Bracali

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