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12 aprile 2012

Dropout

HOW TO MEASURE THE SKY

2012 - Cactusound

Dropout HOW TO MEASURE THE SKY # Consigliato da DISTORSIONI

Dropout è un progetto sonoro animato da Davide Burattin, personaggio eclettico che spazia dalla grafica alla video arte, passando per la progettazione sonora legata alla danza contemporanea e all’attività espositiva. Dopo i precedenti lavori “Where is the sunshine?” (2004) e “Music for contemporary dance” (2006), lo scorso 9 febbraio è uscito “How to measure the sky”. Nel disco confluiscono sia pezzi nati autonomamente sia legati ad un’idea nuova ed interessante di fruizione multimediale tra scrittura e musica. Alcune tracce, infatti, appartengono a una sorta di colonna sonora sperimentale tratta dal romanzo di Manuela Salvi “Nemmeno un bacio prima di andare a letto” (Mondadori), contenente un link al suo interno che rimanda ad una pagina web dove si possono appunto ascoltare … le musiche tratte dal libro. Il cui protagonista maschile, Giona, è un ragazzo appassionato di home recording: compone brani man mano che la storia si sviluppa e mi piace pensarlo affine allo stesso Burattin, collezionista e ‘medico’ di sintetizzatori vintage. A sua volta l’uscita del disco stesso, come opera autonoma, ha innescato un ulteriore processo creativo, ovvero la realizzazione di vari videoclip autoriali da parte di video artisti e fotografi per ogni brano.

 

Il primo è quello relativo a The best way to escape. Porsi all’ascolto di “How to measure the sky” significa camminare per le strade di qualche città europea dove essere sconosciuti tra gli sconosciuti, sentirne i rumori che si sovrappongono e immaginare gli odori, sprofondare nei meandri più scuri, nella notte della propria coscienza agitata e svegliarsi all’alba in qualche rudere abbandonato vicino ad un aeroporto. Questo per dire che l’elettronica delicata e ariosa di Dropout concilia più che mai il viaggio mentale e onirico, impressionando con sfumature pastello fino a neri intensi immagini poco nitide ma quanto mai tangibili per quello che può fare un brano musicale. Un’atmosfera al crocevia tra Tangerine Dream, Brian Eno, Air e Alan Parsons Project.  I brani che ho preferito sono stati The funeral parade of roses con il suo marciare lento che si avvia verso il crescendo e poi torna sui suoi passi mesti, Minor White, molto cupo e introspettivo, quasi angosciante come i cieli bruni del grande fotografo americano e The best way to escape, pezzo che porta indietro i ricordi, sui terreni impervi dell’adolescenza. Sonorità più calde caratterizzano invece il pregevole Summer of’73.

 

Un lavoro dal respiro internazionale, sicuramente godibile e ‘multistimolante’. Forse qualche pecca nel cantato dei brani, da curare maggiormente nella pronuncia (di cui forse un inglese o un berlinese abituato da tempo al melting pot linguistico non si accorgerebbe) o anche da usare con più parsimonia e in maniera concettuale, come ad esempio in The best way to escape dove si limita ad un'unica frase finale. Progetti come Dropout hanno l’indubbio merito di rendere le varie discipline che li compongono sincretiche, più che contaminate (termine che ho trovato sempre abbastanza irritante), cioè linguaggi e stili differenti si conciliano in un’unica sintesi, ma per questo non smettono di avere impatto e significato se estrapolati dal disegno unitario.

 

Valentina Loretelli

Video

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