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17 ottobre 2015 , , ,

Arch3type

GENERATED

9 ottobre 2015 - INRI

Arch3type GENERETEDA ben vedere in Italia esistono solo due grandi etichette da incollare su qualsiasi cosa ci dicano abbia la parvenza di creatura musicale: la musica elettronica e tutto il resto. Il torinese Franco Cazzola con il moniker Arch3type prova a installarsi all’origine di questa grande separazione italica troppo grossolana per non dirci anche qualcosa di sensato. È così che “Generated” sin dal titolo si presenta come una genealogia del suono di sintesi. Non deve stupire quindi l’uso di vecchie drum machine, di sintetizzatori e oscillatori analogici anche se la filologia spesso è troppo invadente.

Allo stesso modo la precisione ossessiva per la ricostruzione soffoca in alcuni casi la materia sonora viva in una magniloquenza chiassosa che vorrebbe abbracciare tutto ciò che si raccoglie sotto la categoria ElectronicDanceMusic. I momenti migliori del disco sono invece quelli in cui al lavoro sul suono si sostituisce il lavoro del suono come in Looking For, elegante downtempo nel quale la voce di Linda Messerklinger tallona da vicino Martina Topley-Bird; lavoro del suono che è anche una  cupa ricerca di archeologia industriale, un'epopea eroica fatta di oscillazioni scrostate come nelle nottate più sofferte che cool nel dubstep Oh My God.

 

Il talento che a tratti traspare cristallino in Generated e soprattutto quando uno speciale doom apocalittico avvolge i brani lasciandoci affogare in un mare gommoso e melmoso; ebbene questo talento è spesso compromesso da stucchevoli soluzioni compositive. Ci riferiamo, uno su tutti, alle cadenze Hip Hop di Creepy Times incomprensibile congerie di suoni scontati e acidità sonore dal retrogusto di kryptonite rancida. Più interessante invece l’assetto spaccone da big beat dei tempi che furono di Brake It nel quale si incardina il sorprendente sax avantgarde di D_Ego. C’è spazio anche per una strizzata d’occhio a Royksopp in Hardsteps.
Il lavoro è intrigante e Franco Cazzola è fin troppo cosciente dei propri mezzi - al limite del piglio borioso - come quando prova a giogioneggiare irriverentemente in Fall Down che ci ricorda certe sperimentazioni decisamente casereccie tentate ormai 25 anni or sono con il fenomenale ReBirth RB-338.

Luca Gori

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