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6 maggio 2018 , ,

Quadrosonar

FUGA SUL PIANETA ROSSO

27 aprile 2018 - Phonarchia Dischi

Una utopistica evasione dalle irrequietudini e le disillusioni, un viaggio di speranza che oltrepassa follie e deliri quotidiani, una elucubrazione intergalattica verso Marte. Sono allegoricamente visionari gli orditi narrativi del full-lenght d'esordio della formazione toscana dei Quadrosonar “Fuga sul Pianeta Rosso” prodotto da Marco Ribecai e rilasciato dalla label Phonarchia Dischi. Reduci dall'esperienza con The Blacklies (due album tra il 2008 e il 2012 e numerose partecipazioni a contest di livello internazionale) Francesco Thomas Ferretti e Salva La Bella (rispettivamente tastierista-vocalist e batterista) coadiuvati dal chitarrista Matteo Quiriconi e dal bassista Matteo De Lucia (al termine delle registrazioni del disco sostituito da Alessio Landi) pongono in essere le proprie velleità artistiche imbastendo un concept dalle sonorità elettro-wave che tratteggia, attraverso l'essenzialità delle sue liriche, le sensazioni e le riflessioni dissipate di un uomo dei nostri tempi affannato nella ricerca di incoraggianti risposte esistenziali.

 

In una sorta di alienato corto circuito in cui l'incipit (Ammartaggio) potrebbe idealmente rappresentare pure l'epilogo della vicenda, il virtuale soundtrack accompagna l'escalation emozionale di un ipotetico protagonista che in seguito a una irrequieta presa di coscienza (Can che abbaia) si ritrova coinvolto in tortuose meditazioni frutto di reminiscenze adolescenziali, virulente apatie e smanie notturne (Cosa resta di me, L'apatia sociale, 5'59” a.m.) e che solamente grazie ad una coriacea reazione alle avversità (Lacune) riesce a imboccare la risolutiva via di uscita (Lunasia). Fuga sul Pianeta Rosso si rivela ispirato nei suoi orditi narrativi, equilibrato cross-over tra moderno cantautorato pop-rock e derive elettroniche. Buona la prima quindi per l'astronave pisana Quadrosonar; l'ammartaggio è perfettamente riuscito.

Alessandro Freschi

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