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27 novembre 2018 ,

McKenzie

FALENA

16 Novembre 2018 - Black Candy Records

falena-mckenzie-cover-ts1542419032Spesso dimentichiamo tutta l’arte moderna che viene dalla Calabria; e spesso si trascurano colpevolmente le voci, tutte interessanti, che prestano e presentano suggestioni nuove nella musica, nel teatro, nel cinema. E’ proprio il caso dei McKenzie, trio “post hardcore” che nasce nel 2015 a sud della penisola, che esordisce con l’ep omonimo e che torna adesso con il primo full lenght dal titolo “Falena”. Opera di trenta minuti che sembrano durare almeno il doppio e che vola via in un attimo: sono intrisi di rabbia dolorosa gli otto brani del progetto che si riallaccia alle origini non troppo lontane dei tre musicisti e che edifica la loro musica su evidenti richiami di stile agli anni ’90, ricadendo però in pieno nella linea dei vari FASK e Gazebo Penguins mentre si inserisce nell’alternative italiano di oggi.

 

Se Lupus In FabulaNegli Occhi Il Gesto Sergio (le prime tracce) sembrano formare un'unica trilogia compatta e a tratti forse indistinguibile, aprendo quindi il disco con fare rabbioso e determinato, le tracks successive sanno addolcire l’ascolto e virare altrove, sfumando in volute più fumose e larghe. Le chitarre sono torrenziali, il cantato-parlato mckenzie-600x340dell’italo-core è  distorto e doppio e spesso e volentieri sovrapposto ai cori: l’insieme forma un ensemble punk con un ritmo che non cede mai, in un delirio -appunto come si diceva in apertura- post hardcore. Alcuni brani svettano su altri (i cinque minuti abbondanti de L’Ultimo Giro sono notevoli), e quando le atmosfere cedono alla dark wave i Mckenzie dimostrano di avere molto altro da dire. “Falena” riesce insomma ad essere insieme una conferma e una promessa: quando il movimento sonoro diventa meno ossessivo e il tono si abbandona ad una cupezza meno soffocante, la musica di Renato, Ciccio e Luca sembra prendere svolte inaspettate che potrebbe portarli ancora più in alto. Una buona strada.   

 

Gianlorenzo Franzì

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