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1 dicembre 2016

Eternauti

ESTATE SUL PIANETA TERRA

30 Ottobre 2016 - Autoproduzione

Riff energici e un vocal che sembra un'eco proveniente dallo spazio, bassi decisi e ritmi intergalattici, è questo che bisogna aspettarsi dagli Eternauti, trio barese di rock fantascientifico, almeno così si definiscono loro. Quella che abbiamo davanti è una band carica d’energia e vigore che si troverebbe bene ad intonare la sigla d’apertura di un qualche anime giapponese su eroi robotici. Accattivante ed attuale, romantico e con brani pronti da ballare sotto le stelle, “Estate sul pianeta Terra” è il secondo lavoro lanciato dalla band dopo il cambio di bassista. Se il Major Tom di Bowie guardava alla terra con meraviglia pensando «Planet Earth is blue and there's nothing I can do» (“Space Oddity”), gli Eternauti scelgono di scappare da questo pianeta e poterlo guardare finalmente da una distanza più rassicurante. La ricerca sonora è molto sottile e coraggiosa, i testi si appoggiano ad essa. Tendiamo a svalutare i nascenti gruppi italiani proprio per una disattenta analisi e personalizzazione del sound, basterebbe ascoltare la penultima traccia di questo album, Cos’è che no-cos’è che, per capire che la bandiera a volte gira per il verso giusto.

 

Estate sul pianeta Terra” è un album di scoperta e di audacia, anticipato dal singolo Maradona diffuso sui social dallo scorso 9 ottobre: «Nella sesta dimensione è avvenuta un’esplosione, ha disintegrato il tuo passato è tutto diventato inutile per te», tra Maradona e Che Guevara, Moana Pozzi e Padre Pio, questo brano insegna che non esistono santi, i santi siamo noi. Ma gli Eternauti lo dicono bene, «le parole sono protesi inutili» e in varie interviste hanno dichiarato che i loro testi non hanno la presunzione di raccogliere un unico significato, sono lasciati lì, chi vuole immaginarci sopra può farlo in tranquillità. Non passano però inosservate frasi che lasciano intendere la visione di una generazione che si sente estranea al mondo, aliena e fuori dalle gabbie, «Ho finalmente capito che sono più libero quando non scelgo più» (La voce del padrone).
Con Estate sul pianeta Terra gli Eternauti hanno fatto i bagagli e hanno provato ad immaginare un pianeta da dove si potesse finalmente guardare alla terra e ai suoi abitanti come a degli innocui puntini privi di peso e utilità. Un disco riuscito, un testo essenziale e ordinato come lo è il cosmo, e un sound a dir poco spaziale per una band agli esordi.

Elisabetta Di Cicco

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