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11 novembre 2017 ,

Malatesta

ENTARTETE KUNST

21 luglio 2017 - Autoproduzione

Entartete Kunst” ovvero “arte degenerata” era la definizione che utilizzavano i Nazisti per le opere che secondo loro non rispecchiavano la “naturale evoluzione” dell'arte occidentale e soprattutto ariana, stigmatizzandole in vere e proprie fiere dell'atrocità a ingresso libero, come esempio del degrado da perseguire dando il via all'epurazione degli artisti e delle loro opere. I degenerati in questione sono i Malatesta: Marco Polito (chitarre e tastiera) e Franco Pellicani (batteria-percussioni) suonano in formazione dal 2016, la loro è una musica essenziale, fatta di giri testardi e bordoni su cui si innestano in lontananza piccole melodie, echi lontani e registrazioni celebri, un kraut psichedelico che s'incrocia con il garage e lo stoner senza eccessi di tecnicismo. Le strutture elementari sono portate all'estremo e reiterate finché l'orecchio non comincia a vagare dimenticando la struttura cercando le sfumature di suono nei fuzz, anche se poi non mancano le aperture, come in Tu non sei un cavallo e Under My Skin, il brano di chiusura di fattura noise-shoegaze degno dei primi A Place To Bury Strangers. "Entartete Kunst" è un album che non cerca la sorpresa ma l'effetto del mantra in perfetto stile psich-rock.

Lorenzo Vecchio

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