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4 novembre 2015

Lebowski

DISADOTTATI

13 ottobre 2015 - Autoproduzione / Audioglobe

Lebowski DISADOTTATI A tre anni di distanza dal loro ultimo album, “Propaganda”, gli anconetani Lebowski (Marco Mancini, Riccardo Latini, Riccardo Franconi, Nicola Amici), tornano sul proscenio discografico con il terzo lavoro, “Lebowski”. In regia orfani del mago Giulio “Ragno” Favero che aveva prodotto i loro due precedenti dischi, ma con il valido ed esperto David Lenci, affiancato da Riccardo “Rico” Gamondi degli Uochi Tochi, i ragazzi marchigiani licenziano un’opera alquanto convincente. Rispetto al passato, un tocco opportuno di elettronica rende più godibile il disco, con, a corredo ulteriore, testi più maturi impregnati di amara ironia, riflettenti le difficili condizioni socio-economiche e politiche in cui si dibatte l’italietta odierna. Una struttura sonora che rinvia a modelli massimi quali Talking Heads e Devo, facendo le debite proporzioni: un tecno-pop di irriverente approccio sociologico, talora sconfinante in code di pura psichedelia, con colorazioni in nero-antracite, e in sferzate electro-funk di notevole impatto. Il risultato: otto brani di fulminante miscela sonora, ritmi sostenuti, omogeneità compositiva, testi graffianti di satira sociale. Spiccano tra gli altri brani dell’opera, a nostro avviso: l’iniziale Rent To Buy, un techno-rock di pretta marca New Order; Il Cielo E’ Sempre Meno Blu, anticover della celebre traccia di Rino Gaetano; L’incapiente, irriverente traccia pop di denuncia sociale; Una Vita Disarmata, dall’impronta marcatamente rock, con la chitarra in graffiante evidenza, e inserti alquanto pregnanti di tastiere. Un album di ottimo livello.

Rocco Sapuppo

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