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14 giugno 2012

Kill The Nice Guy

CONFUSION

2012 - Pim Italia Records

Kill The Nice Guy – Confusion  Power trio da Prato, quasi tutto al femminile, i Kill The Nice Guy bazzicano la scena alternativa italiana da quasi 10 anni e si sente. Sonorità figlie del buon Grunge e dell'Alternative più crudo, le canzoni che fanno parte di questo ultimo lavoro sono notevoli e piene di buoni propositi, sperimentazioni strumentali che si muovono in direzioni diverse, pur rimanendo salde  al concetto di rumore/melodia, che non annoia, ma ti prende nell'ascolto. La definizione di  “Riott Grrrl” calza alla perfezione, ricordando il famoso movimento underground punk femminista nato nella seconda metà degli anni 90, nell'attitudine e nei suoni, nelle movenze sonore e nella suggestiva nudità della produzione.

 

Il paragone con le Sleater Kinney è doveroso, da loro hanno preso sicuramente la creatività e la rabbia post-punk,  specialmente in canzoni come Bemuse, dove il riff di chitarra insegue il giro imponente di basso e le rullate della batteria si fanno largo tra le distorsioni cupe, alla deriva dello Stoner Rock, mentre il cantato femminile non sminuisce per niente la potenza delle singole tracce. Not For You ha un intro micidiale, un impasto distorto che brucia di primordiale energia Grunge, che fa tornare indietro nel tempo e respirare, per un attimo, la stessa aria che si respirava in giro per i locali più di 20 anni fà, quando volavano in aria lunghe chiome e camicie a quadri colorate.

 

Ci sono tanti gruppi in Italia, che pur non avendo la stessa creatività e vena artistica dei Kill The Nice Guy, pretendono di meritarsi la medaglia di gruppo intellettuale, senza avere la minima idea di quello che voglia dire suonare una canzone col cuore, ma lasciamo che la musica faccia il suo corso, sperando che qualcuno si accorga di questo meritevole trio. Intanto ascoltiamoci questo disco, prendiamo la macchina del tempo e tuffiamoci nel bel mezzo degli anni 90, quando ancora l'anima si impossessava degli strumenti e si lasciava andare in baleni di stile e melodia, senza per forza voler insegnare niente di speciale.

Luca Fiorucci

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