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7 maggio 2012

Chewing With Gusto

CHEWING WITH GUSTO VOL.1

2012 - Autoproduzione

CHEWING WITH GUSTO VOL.1Chewing With Gusto è un nuovo progetto musicale, frutto dell’unione di due diverse e lontane entità musicali, accomunate però dallo stesso spirito avventuroso: Chewing Magnetic Tape, trio sperimentale palermitano, già sulle scene dagli anni 80 sotto la gloriosa sigla Immagine TV e Gusto Extermination Fluid, moniker dietro il quale si cela il compositore e produttore elettronico Paul Taylor. Facilmente inseribili nel filone della ‘nuova psichedelia italiana’ (che ha saputo proiettare in questi ultimi anni il bel paese alla ribalta di una discussione artistica internazionale), i sette brani che compongono l’opera, miscelano perfettamente il pop psichedelico e sperimentale dei primi, con i lussureggianti trattamenti elettronici del secondo.

 

Chewing With Gusto Vol.1”  si potrebbe definire come un salto emotivo verso l’ignoto, l’incomprensibile, l’occulto, un vero e proprio flusso continuo di emozioni e sensazioni. Un viaggio nel soprarazionale, lungo, torbido e tortuoso, che parte da strade lynchiane (la delicata e minimalista  A Way), per poi proseguire, a braccetto con i pugliesi Cannibal Movie, per melmose paludi fluviali di deodatiana memoria, nella trance dilatata di Zhoovo Loe Pt.2. A svelare l’eterogeneità della proposta dell’ensemble ci pensa subito l’incalzante Section Dub, che ci trasporta a colpi di elettronica e sitar in un’immaginaria india minacciata da civiltà aliene e la metafisica e visionaria Leeches, che con i suoi campanelli e i suoi lontani sussurri che si librano su un tappeto di effetti sonori stranianti, non sfigurerebbe nel fantastico catalogo Boring Machines.

 

Traghettata da un ipotetico Brian Eno in cabina di pilotaggio e spinta dalla propulsione di un  incessante battito elettronico, Softocore ci catapulta in un cosmo futuristico. E’ qui che si evolve la sognante Lights,  tra cadenze marziali, densi strati di feedback e voci quasi incomprensibili, trasportate da chissa quali getti di particelle lontani. Il magnifico e arcaico dark pop d’autore di Sunset, chiude magistralmente l’album così come era stato aperto, in maniera intrigante ed epica.

Un menu dunque, quello messo sulla tavola dai nostri, variegato e dal profumo internazionale, affascinante e ricco di spunti sin dalla colorata copertina in pieno stile sci-fi. Non resta altro che accomodarsi e assaporarne tutti i sapori e gli aromi, masticando lentamente e con gusto.

 

Antonio De Luca

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