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10 novembre 2016

Disabilié

CANTI DI LAVORO E D’AMORE PRECARIO

21 luglio 2015 - Come un Albero

«Se dici che nel tuo gruppo ci sono persone con disabilità intellettiva, chi ti ascolta pensa subito che tu faccia dei laboratori o della musicoterapia. Non riesce nemmeno ad immaginare che si possa trattare di una vera e propria band. C’è insomma un vero e proprio pregiudizio che condiziona anche il modo stesso di lavorare, di progettare nel sociale». Iniziamo con queste parole la recensione dell'ep d'esordio della band Disabilié perché ci pare mettano nella giusta direzione chi si appresta all'ascolto del lavoro che altrimenti rischierebbe di essere valutato soltanto per il suo valore sociale ed etico. Il gruppo è infatti formato da operatori del sociale e persone con disabilità di tipo intellettivo. Nasce a Roma e il disco è prodotto dall'organizzazione onlus Come un Albero e distribuito attraverso canali associativi e sociali.

 

Undici i musicisti impegnati, chitarre, pianoforte, ukulele, un sax tenore e diverse percussioni per sette canzoni che puntano su un folk fatto da ritmi spesso frenetici e ballabili, dalla forte e immediata presa che, come è caratteristico del genere, hanno nel live, nella coralità e nel contagioso feeling fra palco e platea il loro punto di forza. Ma anche su disco l'ascolto risulta fresco e piacevole, merito anche di testi diretti, ma non banali, interessanti e coinvolgenti. Come denunciato dal titolo le sette canzoni dell'ep hanno come filo conduttore il tema della precarietà e della condizione di vita di giovani, disoccupati, emigrati. E sulle conseguenze che fanno ricadere sull'esistenza di milioni di persone. Così la precarietà e il bisogno di non arrendersi e sognare è il tema di Il pane e le rose, ballata venata di malinconia; amore, mutui e precarietà nei ritmi latini dell'effervescente Progetti contratti, mentre i ritmi esotico-tropicali di Verso i Mari del Sud accompagnano il racconto in soggettiva di un emigrato clandestino. E' con ironia condita da ritmi rockabilly che Exotic-menù ci parla di ambiente e sfruttamento del sud del mondo, mentre la flessibilità e la crisi del lavoro operaio sono il tema di Filastrocca del precario e di Flessibilità, quest'ultima venata di amara ironia. Chiude il disco l'intensa ninna nanna Dormi dormi il cui ritmo in levare corrisponde alle varie fasi della vita, fino al raggiungimento dell'età della disillusione e della rabbia.

Ignazio Gulotta

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