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31 gennaio 2017 , ,

Søndag

BRIGHT THINGS

14 ottobre 2016 - Overdub Recordings

E’ sempre rock potente quando ci sono due chitarre in un quartetto (Marcello Lega e Marco Benedetti) completato da basso e batteria (rispettivamente Riccardo Demarosi, anche alla voce e Riccardo Lovotti) che influenzato da un rock metal piuttosto vintage e un post grunge relativamente più recente propone e propina una mezz’ora abbondante di impatto sonoro di piacevole ascolto. Dopo un EP nel febbraio 2016 dal titolo omonimo al nome del gruppo piacentino, ecco questo “Bright Things” licenziato pochi mesi fa che tra pregi e difetti si lascia comunque ascoltare con piacere.

Tra i pregi il sound compatto, e pesante al punto giusto, in riferimento alle influenze citate, e il cantato in inglese valido e potente; tra i difetti la poca differenza tra un brano e l’altro nelle strutture e nelle composizioni che rivelano una certa monocorde uniformità in tutte le nove brevi canzoni dell’album che non brillano per una particolare fantasia, considerando che nonostante le due elettriche protagoniste non vi sono quasi assoli di chitarra a parte quelli brevissimi e comunque pregevoli di Wax e di Spitfire.

Della bella voce del cantante si è già detto, ma con il solito gioco del riferimento sottolineiamo che si muove dividendosi tra Eddie Vedder e Ian Astbury e questo si riflette ovviamente anche sul tessuto musicale. Le coordinate sonore si aprono più ad antiche situazioni a là Cult o al simil grunge di fattura Pearl Jam? Agli ascoltatori l’ardua sentenza.

Maurizio Pupi Bracali

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