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23 maggio 2017 ,

Monkey Ranch

ALONE

3 febbraio 2017 - Red Cat Records

Alone” è l’esordio discografico dei pistoiesi Monkey Ranch (Red Cat Records), una delle più promettenti realtà grunge europee. Una cosa del genere, almeno a queste latitudini, non si sentiva da un bel po’, potranno gioire i fedelissimi di Soundgarden, Alice in Chains, Pearl Jam e Nirvana. Nonostante il ritardo di circa 25 anni il grunge nudo, crudo, viscerale è sbarcato con questo quartetto dell’Appennino Tosco-Emiliano anche sullo stivale. "Alone" è un mix di suoni cupi e rabbiosi su cui si stagliano testi (cantati in un fluente inglese da Jacopo Ferrari, mente del gruppo) che rispecchiano il vuoto esistenziale del nostro tempo, spaziando dalla denuncia al non-sense più nichilistico.

Fin dalla prima traccia (Butcher) l’ascoltatore viene trasportato, attraverso un vorticoso salto spazio-temporale, nello stato di Washington all’inizio degli anni ’90, quando le chitarre suonavano potenti e il grunge si faceva portavoce del senso di perdita di una generazione che usciva con le ossa rotte da un secolo prima di morte, poi di vuoto benessere. Una sensazione di rabbia punk/grunge che percorre sottotraccia i 10 episodi del disco per emergere qui e lì con prepotenza (Picture of You, Remember Me) tra una scia soft/psichedelica (Without Chains, Freedom, This One) e un mix di country e blues elettrico (Danny Boy, Renegade, Dance of the Witch) che conferiscono all’album un groove pieno, soddisfacente. Una ventata di piacevole ‘vecchia novità’.

Riccardo Resta

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