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4 luglio 2016

MeneGuinness

A CHI NON DORME

17 marzo 2016 - Maninalto!

Se ci si passa l’ossimoro geografico questa è ottima musica irlandese italiana. Italianissimi sono infatti i protagonisti, irlandese è la proposta musicale contenuta in quest’album e se conoscete i Modena City Ramblers o l’ex loro cantante Cisco, ora musicista in proprio, avrete già capito tutto, visto che la somiglianza col gruppo modenese è piuttosto notevole per non dire, in alcuni momenti, impressionante, fermo restando che i MeneGuinness sono brianzoli. Al di là delle geografie e delle somiglianze l’album è davvero bello e non fa rimpiangere i fratelli maggiori (solo per fama, intendiamoci). La strumentazione è quella che ci si aspetta: oltre i classici ritmi ritroviamo chitarre, violini, fisarmoniche, banjo, e tin whistle deliziosamente maneggiati da questi sei ragazzi con l’aggiunta di un paio di ospiti al seguito.

 

Ritmi, a volte trascinanti e indiavolati, a volte più pacati e meditativi, ma sempre di assoluta valenza in queste undici canzoni di grande spessore musicale e narrativo con testi talmente belli e importanti che non facciamo fatica a perdonare l’unica piccola caduta letteraria dell’album: l’ingenuità testuale e un po’ scolastica di Donna manager.

Canzoni come storie di vita vissuta, storie di uomini (Felix Pedro, Danny del Nord, Pietrino) storie di città come Bergamo e la Londra di Dolce signora, storie di lavoro e di emigranti (Crandall Canyon) e canzoni d’amore (E’ tardi) e di speranza (Buonanotte a chi non dorme).

A suggellare la propensione musicale e forse l’amore per l’isola di smeraldo contenuti in questo seducente lavoro il traditional Titanic e la trascinante cover della più conosciuta (Fiorella Mannoia docet) I cieli d’Irlanda di Massimo Bubola.

Maurizio Pupi Bracali

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