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12 marzo 2013 ,

The Cyclops

…FOR A HAPPY DECLINE

2012 - Woodworm

the cyclopsPost-punk/garage di chiaro stampo newyorchese riaggiornato al sound del nuovo millennio in salsa toscana: ingredienti semplici, linee guida musicali chiare, questa può essere un’analisi molto elementare atta a introdurre The Cyclops, da Arezzo, con il loro primo full-length "For A Happy Decline. Formatasi nel 2008, con all’attivo l'EP d’esordio “Mechanical Disease”, la band aretina riscuote il maggiore successo con le esibizioni live, vincendo il concorso “Miglior band toscana” all’Italia Wave di Livorno nel 2010. Ma vediamo quali sono i suoi pregi e difetti. L’originalità del saper reinterpretare un certo tipo di sound, nel ciclico processo di derivazione e ispirazione musicale, comporta necessariamente una rivisitazione che sfoderi un po’ di coraggio. Una sfida da raccogliere sul campo compositivo e melodico sempre con la massima attenzione, il confine è fin troppo labile tra uno scontato dejà vu e il risultato brillante. Nel caso di "For A Happy Decline vince piuttosto la prima delle ipotesi: ascoltando il disco siamo catapultati in sonorità, riff e cantato di pura marca Strokes/Television piuttosto scontati. Otto tracce che si affannano a essere il più somiglianti possibile ai lavori delle suddette band newyorkesi, con il concetto di originalità che latita piuttosto che no. Il ritmo è senza dubbio energico e si denota una particolare attenzione all’approccio radio friendly, a riff semplici e scarni. Una buona voce e liriche arrabbiate, ficcanti e non superficiali. Occorre non sprecare i punti a proprio favore, che pur ci sono ma che hanno bisogno di maturare. In bocca al lupo. 

Matteo Giobbi

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