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6 ottobre 2015 ,

Lower Dens

ESCAPE FROM EVIL

31 marzo 2015 - Ribbon Music

Lower Dens ESCAPE FROM EVILSconosciuti da noi, una piccola istituzione in patria: ecco i Lower Dens giungere al terzo e più maturo album Escape From Evil muovendosi tra luci e ombre. Intanto è strano che un gruppo radicato a Baltimora, Maryland, abbia una cifra stilistica quasi totalmente inglese nei suoni, nei modi, e nella progressione ritmica ma così è. La splendida voce di Jana Hunter è il filo conduttore di queste dieci canzoncine (il termine non vuole essere dispregiativo) che si muovono tutte in un mid tempo con sonorità british anni ‘80 (To die in L.A., Quo Vadis) supportate da leggere tastierine che fanno tanto atmosfera pop commerciale del periodo (leggi: Human League, Yazoo, Alison Moyet, ecc).

 

Il pericolo è quando, perdendo di vista il chitarrismo Cure che pure talvolta appare qua e là, si cade nella spirale U2 (You Heart Still Beating, Electric Current) più dozzinale e inconsistente. Meglio invece quando le atmosfere british appaiono più distanti come in Sucker Shangri-la bellissimo brano che apre l’album o I am the earth, canzoni che entrambe devono qualcosa a Jeff Buckley, oppure Company e Sociètè Anonyme che strizzano l’occhiolino a Blondie. In sostanza un disco gradevole e piacevole senza grande personalità e senza pretese di stupire o di inventare qualcosa di nuovo che piacerà non poco ai fan dei nomi sopra citati e che lascerà altri ascoltatori più critici e meno convinti.

Maurizio Pupi Bracali

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