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5 settembre 2013 ,

AnotheRule

ANOTHERULE

2013 - Autoproduzione

anotheruleDisco d’esordio dal titolo omonimo per la band italo inglese AnotheRule. Si affacciano sul mercato  delle produzioni indipendenti con un album particolarmente curato nella qualità e nella potenza di suono. Se dovessimo ingabbiarlo in una definizione di genere ci verrebbe da chiamare il loro sound “brit stoner grunge psichedelico”: un incrocio di influenze tra Blur – Tame Impala – Queens of the Stone Age crea un cocktail di potenza e melodia. La costante in diversi brani è l’intreccio tra le oscillazioni “phaser” nei riff e un tappeto di chitarre dalla distorsione graffiante che avvolge l’ascoltatore in un ambiente morbido e vulcanico allo stesso tempo, sentire il finale di Overboard per crederci. Le melodie vocali sono forti e colpiscono per immediatezza come nel brano My shame,  in brani più lenti come Thinking On…  sembra di sentire nella linea melodica una consapevole influenza di Dave Grohl dei Foo Fighters più soft, una composizione fresca e sbalzi ritmici perfetti nel tempismo e nella modulazione. L’ultimo brano Society Cell è un capolavoro di potenza, riff e ritmiche da headbanging: insieme al secondo pezzo, Chew your pain, fa venir subito voglia di andare a vedere un loro concerto. Troviamo addirittura un omaggio al campanaccio di Little Sister dei QOTSA. Se volete un buon motivo per supportare la buona scena indipendente ascoltate gli AnotheRule o seguite i loro live perché questi ragazzi sanno come fare musica.

Andrea Sgobba

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