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5 marzo 2018

Poppy Ackroyd

Resolve

2 Febbraio 2018 - One Little Indian-Audioglobe

Inghilterra

 

poppy coverPoppy Ackroyd, violinista e pianista britannica, collaboratrice anche di Joe Acheson nell'Hidden Orchestra, seguendo le orme di altri musicisti di formazione classica, registra le sue composizioni utilizzando sovraincisioni, stratificazioni e utilizzando trattamenti particolari per intervenire sugli strumenti. Per “Resolve”, il suo primo album targato One Little Indian, l’etichetta fondata da Björk, Poppy si (e ci) immerge in trame sonore figlie del minimalismo, ma arricchite dagli interventi di Manu Delago (hang drum), Mike Lesirge (flauto e clarinetto) e dal violoncello di Joe Quail, spolverate dalla consueta manipolazione in studio e una (post)produzione funzionale all’ottenimento del risultato auspicato.

Una fruibilità d’ascolto universale e libera da appartenenze stagionali, temporali o accademiche, come invece risultava nelle opere precedenti dell’artista londinese (oggi stabilitasi a Brighton) che erano prive di partecipazioni esterne. “Escapement” (2012), huge_avatarFeathers” (2014) e “Sketches” (2017) risultavano già mature e decisamente interessanti. Dieci brani, tutti di durata superiore ai  4 minuti, tranne Stems (1’35”), nei quali la Ackroyd ha chiesto ai collaboratori di sperimentare per ottenere suoni inusuali. Lo sviluppo è quasi sempre identico: attacco minimal, apertura melodica, interventi strumentali via via più consistenti, ripiegamento e chiusura. Un lavoro molto dipendente dagli interventi praticati in consolle e in sede di missaggio, forse con poca anima, ineccepibile dal punto di vista formale.

 

Massimo Perolini

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