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12 marzo 2018

Jonny Greenwood

Phantom Thread (Original Motion Picture Soundtrack)

Uscita: 12 Gennaio 2018 - Nonesuch Records

Inghilterra 

 

jonny-greenwood-phantom-thread-soundtrackIl geniale Jonny Greenwood ed il cineasta Paul Thomas Anderson sembrano aver trovato un'empatia difficile da raggiungere, viene in mente solo la grande accoppiata formata dal regista Roman Polańsky e dal jazzista Krzysztof Komeda. Greenwood, dopo aver scritto le colonne sonore per i tre precedenti film del regista, “il Petroliere”, “The Master” e “Vizio di forma” mette mano alle musiche della sua ultima opera, Phantom Thread” (Il Filo nascosto), protagonista l'attore Daniel Day-Lewis. Compositore, chitarrista dei Radiohead, polistrumentista, l'artista inglese è sicuramente uno dei più completi ed interessanti musicisti in circolazione, difficilmente catalogabile, si muove dall'indie-rock alla musica classica contemporanea non disdegnando l'elettronica. La pellicola narra le vicende dello stilista Reynolds Woodcock, nella Londra degli anni cinquanta, e del suo incontro con una donna particolare che scardinerà le sue certezze. Il musicista di Oxford si fa ispirare da ciò che si ascoltava in quegli anni e trova due riferimenti principali: Nelson Riddle e le registrazioni di Bachiane del pianista Glenn Gould.

 

Tracce come House of Woodcock risentono, infatti, dell'influenza romantica ed enfatica degli arrangiamenti di Riddle (importante collaboratore di Frank Sinatra) e dall'altra dell'influenza di George Gershwin. Il progetto si appropria di echi e autori del periodo paul-thomas-anderson-jonny-greenwoodromantico, ma non solo: rintracciamo accenni di impressionismo musicale (Satie, Debussy, Ravel), per arrivare al minimalismo americano del Novecento. Riappropriandosi di tutta la musica classica contemporanea di fine ottocento e del primo novecento l'artista inglese plasma una colonna sonora non scontata, ammaliante e vivace che si distingue per un’originalità e autonomia autoriale che latita nel panorama contemporaneo. La vivace e onnivora creatività dell'autore ci accompagna dalla Chopin-iana Phantom Thread II (Greenwood è al piano) fino a The Hem, autentica perla dal sapore minimalista tra Philip Glass e Michael Nyman.

 

Ma le sorprese non finiscono, in The Tailor Of Fitztrovia ritroviamo la musica romantica che  rifulge in tutto il suo splendore con accenni importanti a Gustav Mahler. Con Barbara Rose la tessitura dei violini si fa aspra e incalzante con un intensa dose di ritmicità. Curioso il brano I'll Follow Tomorrow, breve esperimento al piano solo di Greenwood (nella foto), caratterizzato da un timbro poco pulito, sporco, quasi dagreenwood-roundhouse-2015-billboard-650 pianoforte preparato. L'elenco delle suggestioni è colossale (Debussy, Berlioz, Stravinskij, Britten); l'opera non è un semplice collage di influenze ma una reinvenzione contemporanea: un sound liquido che invade con geometrica precisione le sontuose inquadrature di Paul Thomas Anderson. Crediamo che si possa adattare anche per Greenwood l'opinione del critico musicale Paul Griffiths circa l'opera di Mahler, “ [...] suggerisce condizioni di ansietà, desiderio, perdita e nostalgia...”. Notevole, senza alcun dubbio, lo splendido apporto di due istituzioni come la Royal Philarmonic e la London Contemporary Orchestra pronte a cogliere ogni più leggera sfumatura della partitura.  

 

Nicola Barin

Foto 2: da sinistra, il cineasta Paul Thomas Anderson e Jonny Greenwood 

 

Jonny Greenwood

Nonesuch Records  


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