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29 maggio 2014 ,

John Adams

THE GOSPEL ACCORDING TO THE OTHER MARY

2014 - Uscita: 10 Marzo - Deutsche Grammophon

gospel mary to

- Los Angeles Philharmonic - Los Angeles Master Chorale: dirette da Gustavo Dudamel

 

 

Come fare a riproporre artisticamente una storia che è stata ripetuta per millenni in tutto il mondo, tradotta in tutte le lingue esistenti e conosciuta dall’intero pianeta? Semplice, cambiando prospettiva. È quello che deve aver pensato John Adams, uno dei compositori americani più apprezzati e più interpretati nel mondo, quando ha deciso di cimentarsi in questa epica, magnificente opera. Un artista eclettico, dalle forti radici minimaliste (come si può ascoltare da una delle sue prime opere “Shaker Loops”), Adams nella sua composizione “The Gospel According to the Other Mary” convoglia tutte le conoscenze e l’esperienza che si è guadagnato in anni di duro lavoro caratterizzato da una sperimentazione sempre guidata da una creatività che sembra non avere limiti. E sembra necessario questo incanalamento di energie, dato il tema che Adams ha scelto di rappresentare con queste musiche: la passione di Cristo, raccontata focalizzandosi su quei personaggi la cui vita è stata radicalmente cambiata da Gesù, come Maria, Lazzaro e Marta. Gesù non è mai presente in scena, viene solo citato nei dialoghi dei protagonisti. L’opera, suonata dalla Los Angeles Philarmonica e condotta da Gustavo Dudamel, giovane talento venezuelano, si caratterizza fin da subito per la drammaticità e la precisione con cui vengono approcciati i personaggi: Maria descrive una straziante notte passata in prigione e Marta parla quietamente della sua opera di carità; questo primo atto contiene nella seconda scena una delle più suggestive linee dell’opera, I am surprised that I am beginning to pray daily, pronunciate da Maria in un momento di profondo sconforto.

 

john adamsLa musica accompagna e caratterizza i personaggi meglio di qualsiasi parola, e molte volte si rivela un mezzo assai più efficace del testo, che talvolta rischia di appiattire i personaggi omettendo molti particolari delle loro situazioni personali. Le parole, adottando una tecnica già sperimentata in altre opere da Adams, sono state costruite attingendo interamente da materiale pre-esistente, in gran parte derivante dalla Bibbia, ma proveniente anche da componimenti poetici di scrittori quali Louise Erdrich, Dorothy Day, arrivando fino a Primo Levi, il quale viene citato nel verso Tell me: How is this night different from all other nights?”. L’incredibile chiarezza con cui gli strumenti vengono suonati, uniti ad un’accurata ricerca armonica, rendono questa opera priva di clichè o di soluzioni accomodanti. Questo fa sì che la musica pretenda di essere ascoltata attentamente per poter essere assimilata in tutti i suoi innovativi risvolti. Una delle soluzionidudamel musicalmente più caratterizzanti è l’utilizzo del cimbalom, strumento tipico della tradizione dell’europa centrale, ma molto usata anche nel medio-oriente, che risulta essere la colonna portante della composizione. Raramente nella musica occidentale si è vista una tale lucidità nel raccontare una storia così drammatica. John Adams ha dimostrato ancora una volta tutto il suo talento con questa opera, contraddistinta da una reinterpretazione della fede e pervasa da una spiritualità nuova, cosciente dell’umanità intrinseca presente nella storia della passione di Cristo, che viene raccontata attraverso note precise, taglienti e sincere, che riversano nell’ascoltatore tutto il pathos che solo un gospel è capace di creare.

 

Lorenzo Berretti

foto 2 di Deborah O'Grady: il compositore John Adams 

foto 3 di Terry Linke/DG: il direttore d'orchestra Gustavo Dudamel  

 

Deutsche Grammophon

Gustavo Dudamel – AllMusic

Los Angeles Philharmonic Orchestra - AllMusic 

John Adams - AllMusic



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