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30 aprile 2019

Contemporary music ensemble - Synaesthesis

ANOTHER POINT OF VIEW – Lithuanian Art Music

Aprile 2019 - Music Information Centre Lithuania

Lituania

 

SynaesthesisDalle terre baltiche ci sono pervenute alcuni grandi figure della contemporanea musica del filone post-classico, ponendosi certamente in primo piano l’ormai iconico e sfaccettato estone Arvo Pärt, così come la lirica personalità del lettone Peteris VasksNon ricorderemmo nomi di analogo risalto dall’adiacente Lituania (che ha peraltro sfornato importanti figure dell’avant-jazz) ed a ciò sembra sopperire un’articolata selezione offerta da un’orchestra da camera a 12 elementi (che incorpora in due brani un’inusuale chitarra elettrica) per la direzione di Karolis Variakojis, nel segno della giovine anagrafe e della freschezza espressiva. Punta all’essenza della line-up cameristica il conciso trio violino-viola-pianoforte dell’introduttiva Cell, a firma di Ričardas Kabelis: trattando i tre strumenti entro una coalescenza organica, il fascinoso lavoro riesce nel suo proposito di raffigurare, mercé le sue polifonie sottili e le “modulazioni metaritmiche”, un’essenza vivente in movimento, il cui molteplice respiro si fonda sul dinamismo proto-melodico. Costituirebbe valido materiale per una colonna sonora thriller ed intimistica il drammatico quanto remoto mood che pervade State of Mind di Julius Angliskas: ripartita tra ottoni gravi, pianoforte ed archi, la formazione a sei mantiene un clima emotivo suggestivo, d’attesa e tensione costante; a seguire After Sunset Cycles, che come in altri lavori di Ramūnas Motiekaitis s’incentra su “ambivalenza ed effimero espressi attraverso armonia, dinamica e forma”, esitando in un suggestivo ed atmosferico passaggio dai sobri toni invernali.

 

Synaesthesis 01Ripresa dei peculiari fondamentali ritmici della basso-medievale Ars Nova in Canon Mensurabilis a firma di Rytis Mazulis, procedente secondo un‘estetica scabra, prevalentemente improntata ad angolose iterazioni ritmiche, e programmaticamente “dematerializzata, sterile e non-narrativa” musicalmente, poco cattivante ma di palese e costante tensione interna. Co-fondatore dell’ensemble ed attivo compositore, Dominykas Digimas si cimenta nel suo From another point of view nel rappresentare la dis-giunzione tra le due realtà di buona parte dell’attuale umanità, reale vs. virtuale: strutturalmente sottile, esita in una probabile rappresentazione delle dinamiche del subconscio, fondandosi su morfologie trasparenti e articolazioni ampie. Una decisa virata formale, che più letteralmente incorpora materiali dal Sol Levante, nella tematica Koan di Rita Maciliūnaité, ispirato in forma alquanto diretta alla teatralità generante dal Buddhismo Zen, tendente nell’essenza alla dissoluzione di ogni dualità per puntare attraverso la meditazione alla unicità dell’Essere. 

 

Di palesi origini armene, Andrius Arutiunian conclude la successione senza percepibili riferimenti alla propria cultura eurasiatica quanto piuttosto devolvendosi ad un lavoro dai tratti polimaterici (ASMR), in cui la voce pre-registrata funge da guida lineare alle crude esternazioni di chitarra elettrica, pianoforte e percussioni, completate da sax alto ed archi in un affresco di spedita asprezza emotiva. “Formazione di musicisti giovani e soprattutto amici, uniti da passione giovanile ed immensa ambizione”, SynaesthesisSynaesthesis 02 Contemporary music ensemble si rivela compagine le cui contenute risorse strumentali non ostano ad un’efficace rappresentazione, non priva di respiro orchestrale, donandoci una prospettiva alquanto estesa dei fermenti ideativi articolati nell’arco di un ventennio compositivo (le opere datano dal 1992 al 2017), colmando una relativa lacuna con un opus antologico, ma anche pluri-identitario, da una terra i cui Autori esplicitano personalità non in-minore nel contemporaneo scenario para-accademico.

 

Aldo Del Noce

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