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29 gennaio 2015 ,

Alessandro Marcello

CONCERTO FOR OBOE AND STRINGS IN D MINOR

2008 - Arts Music

MARCELLO cover

- CONCERTO FOR OBOE AND STRINGS IN D MINOR

- UNPUBLISHED CONCERTOS AND CANTATAS 

  (Venice Baroque Orchestra) 

 

 

Alessandro Marcello (1669 -1747): di lui, nobile veneziano, fratello maggiore del più noto Benedetto, Camerlengo della Repubblica Serenissima quest’ultimo e a cui è intitolato il Conservatorio di Venezia, si sa veramente poco. Raffinatissimo musicista, pittore, bibliofilo e, anch’egli, uomo politico di una certa importanza (fu componente del Consiglio dei Quaranta, a Venezia). Il suo nome, come compositore, per molti decenni fu avvolto nella più fitta tenebra: persino il suo lavoro più famoso, il “Concerto Per Oboe E Archi In Re Minore”, era stato attribuito a un anonimo, una volta scoperto, e in seguito al fratello Benedetto, e declinato in Do minore, fin quando una critica più avvertita, in tempi recenti, ha ricondotto, infine, l’opera al suo legittimo creatore. Di quest’opera mirifica diede magnifica trascrizione per clavicembalo il sommo J.S.Bach, e sulla sua traccia fu girato un film nel 1970, “Anonimo Veneziano” ad opera di Enrico Maria Salerno. In questo pregnante cd, a cura del valoroso ensemble Venice Baroque Orchestra, diretto da Andrea Marcon, con Paolo Grazzi all’oboe, Sylva Pozzer come soprano e Roberto marcelloBalconi come voce di contralto. La composizione centrale del cd è costituita, per l’appunto, dal Concerto Per Oboe E Archi In Re Minore, dispiegantesi nei tre classici movimenti del Concerto di foggia barocca. Già nell’Andante Spiccato, la timbrica coloristica dell’oboe rilascia le sue magiche iridescenze, cui fa da sfondo sontuoso il tappeto ondeggiante dei violini. 

 

L’Adagio è uno dei momenti più intensi dell’intera produzione barocca del Settecento: dolcezza espressiva, melodia di purezza ancestrale, melanconico cromatismo crepuscolare. Il Presto chiude con leggiadra sostenutezza, e classe sublime, una delle opere più pregnanti di sempre. Di straordinaria qualità sono anche: il successivo Concerto Decimo Con L’Eco, Per Due Traversieri, Archi E Continuo In Si Bemolle Maggiore, i cui effetti di eco strumentistico, già diffusi copiosamente all’epoca, saranno utilizzati anche da Vivaldi e Haendel;  Concerto XVI Per Due Oboi, alessandroArchi E Basso Continuo In Fa Maggiore, coi suoi scintillanti tempi di Andante Spiritoso – Adagio, Allegro, Presto; e  il susseguente Concerto XIV Per Due Oboi, Archi E Continuo In La Maggiore. Mentre, di chiara ascendenza arcadica, Marcello era un adepto delle tematiche arcadiche di matrice metastasiana, sono le due Cantate “La Lontananza”  e “Irene Sdegnata”. La prima, La Lontananza, duetto con strumenti per soprano e contralto, composta di un’Aria iniziale, un Recitativo e un’Aria finale, e la seconda, Irene Sdegnata, Cantata per soprano, oboi, archi e continuo, ripropongono temi di natura bucolica afferenti alla tradizione arcadica, con sullo sfondo tutto un frasario amoroso  inclinante alla melanconia (vuoi per lo struggimento degli amanti separati da lontananze incolmabili; vuoi per l’ira e lo sdegno di una passione venata e inficiata dal tradimento). Particolarmente intensa è la prova del soprano Sylva Pozzer, abilmente accompagnata da un ensemble cameristico di eccellente livello. Un’opera, senz’ombra di dubbio, di rimarchevole qualità.   

Rocco Sapuppo

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