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30 marzo 2013

LE MUTAZIONI DEL CORPO


Uno dei fenomeni sociali più forti degli ultimi anni è il moltiplicarsi del ricorrere a pratiche che intervengono sul corpo, provocando forme di mutazione: dapprima l’esplosione di tatuaggi e piercing, fino a vere e proprie alterazioni come l’impianto di pseudocorna o escrescenze sulla fronte o nelle braccia, pratica già iniziata dai body artists come Stelarc e Orlan, inventata da un movimento come i Modern Primitives, nato negli USA negli anni '70, teoricamente eversivo nei confronti della società capitalistaBondage ma fondamentalmente reazionario, a cui possiamo aggiungere il boom della chirurgia estetica o lo sdoganamento di pratiche sessuali finora tenute nascoste come sadomasochismo e bondage (il legare il partner). All’ opposto però possiamo anche notare fenomeni come il sesso in rete, in cui il corpo è totalmente assente. Come interpretare questi comportamenti? Finché si tratta di casi isolati o rari possiamo pensare, nelle forme più estreme come il body artist Stelarc che si fa trapiantare un terzo braccio, a casi di schizofrenia latente, dove il corpo è vissuto come estraneo al Sé; di normale ribellismo giovanile per i piercing, unica distinzione rimasta tra l’universo dei giovani autentici e dei giovanilistici adulti e anziani di oggi, fino all’imposizione di mode e modelli e alla pura speculazione commerciale.

 

Ma volendo valutare il fenomeno nel suo complesso, data la sua vastità, occorre trovare un’ altra angolazione. I due secoli precedenti al nostro sono stati caratterizzati da un forte spirito rivoluzionario, nel pensiero, nelle arti, nella politica, che ha avuto il suo culmine negli anni ’60. Da molte decadi a questa parte invece domina un forte senso di restaurazione. In politica la “maggioranza silenziosa”, che si rispecchia nel populismo, sembra avere vinto. Nell’ arte impera il giudizio “è stato già detto tutto”. I commentatori politici deprecano il “pensiero unico” (ma qual è? Ad ascoltarli alla fine se ne contano 5 o 6) da cui non si scappa. La nuova frontiera diventa perciò il corpo. Il corpo è il campo di battaglia dove si combatte per conquistare un’identità. Un’ umanità non più capace di pensare proietta sul corpo, come in una malattia psicosomatica avviene col disagio psichico, la propria stelarcnecessità di uscire dagli schemi. Il cambiamento del proprio corpo diventa l’unica rivoluzione possibile, anche se in realtà è di reazione si tratta, poiché i nuovi mutanti aderiscono a modelli conformisti, e il cambiamento è solo superficiale, persino autistico.

 

Da un punto di vista psicologico possiamo parlare di una società isterica, che ha perso il piacere del pensiero, come direbbe lo psicoanalista Masud Khan ed erotizza la pelle, il contenitore e mette in mostra un falso Sé, come ci potrebbe spiegare Didier Anzieu, altro grande della psicoanalisi; o afflitta da una patologia narcisistica, priva di introspezione, che incapace di esprimere una visione del mondo ricorre all’ azione (acting out). L' analfabetismo emotivo, caratteristico di epoca che è educata solamente dalle immagini veloci di televisione e videogiochi, comporta di non saper leggere dentro sè, e di dover provare dolore fisico per provare ancora qualcosa. Che un' operazione, una malattia, siano dolorose non è un deterrente, ma una necessità, affinché vi si possa dare un significato. Una società malata, incapace di creare cultura, ma solo di vuoti gesti estetizzanti, come appunto attaccare il proprio corpo o al massimo tingere l' acqua di una fontana. Ci sono ancora altri fenomeni da notare.

 

orlanLa perdita del senso del tempo storico: abbandonati i miti della tradizione e del progresso un' umanità che vive in un eterno presente scolpisce il tempo sul corpo, creando un prima e un dopo con una cicatrice, come l' abbattimento di una statua o un attentato segnano un prima e un dopo nella politica. La perdita del senso del Sacro: in una società materialista, dove il materialismo è però figlio del capitalismo avanzato, il corpo non è più tempio dell' anima o immagine di una divinità, ma un prodotto, e come tale va presentato come bello e manipolato se insoddisfacente, pratica che non è mai realmente egosintonica, ma basata su modelli imposti dall' alto. Soprattutto negli adolescenti, se in passato cercare di cambiare il corpo con tatuaggi e piercing era esibire una diversità, oggi con questi e con la chirurgia estetica il messaggio è: vogliamo essere uguali, come le ragazze asiatiche che vogliono somigliare alle dive di MTV. Ricordate lo “scritto corsaro” di Pasolini sui capelli lunghi?  Simbolo di ribellione in Occidente e simbolo di occidentalizzazione nell’Iran pre Khomeini. Ecco, quello era il primo passo.


Alfredo Sgarlato

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