Migliora leggibilitàStampa
16 dicembre 2013

Roger Waters e il boicottaggio di Israele


Roger WatersIn un’intervista rilasciata al giornale ondine Counterpunch, il bassista dei Pink Floyd Roger Waters parla del rapporto fra musica e politica e di come questo per lui sia un binomio  inscindibile. Waters spiega le ragioni del suo boicottaggio ad Israele e del suo appoggio alla causa palestinese: «La situazione in Israele/Palestina con l’occupazione, la pulizia etnica e il sistematico regime israeliano di apartheid razziale è inaccettabile. Così per un artista andare e suonare in un Paese che occupa la terra di un altro popolo e lo opprime nel modo in cui lo fa Israele, è un grave errore. Possono dire di no. Io non avrei suonato per il regime di Vichy nella Francia occupata, o a Berlino negli stessi anni. Ma c’era chi lo faceva. Molti dicevano che non esisteva l’oppressione degli ebrei. Questo di oggi non è uno scenario nuovo. Solo che oggi è il popolo palestinese ad essere massacrato. E’ dovere di ognuno chiedersi cosa può fare….Shuki Weiss, il più importante promoter di Israele mi ha offerto qualcosa come 10 milioni di dollari per suonare a Tel Aviv, ma come ha potuto farmi un’offerta simile? Io faccio parte del movimento BDS (Boycott Divestment and Sanctions), non andrei in Israele qualunque somma mi offrissero, se lo facessi legittimerei le politiche del governo israeliano».
(I.G.) 


Inizio pagina