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18 dicembre 2013 ,

Spike Jonze/Arcade Fire

Afterlife

Live at YouTube Music Awards - 3/11/2013 - Cast: Greta Gerwig, The Arcade Fire - Durata: 5 min.

La sera del 3 novembre, durante gli YouTube Music Awards il regista Spike Jonze ha messo in atto un esperimento che ha fuso cinema, musica e diretta live televisiva, realizzando un videoclip dal vivo della canzone Afterlife degli Arcade Fire. Operazione super-multimediale: diretta web, set cinematografico, attori che recitano, musica live della band canadese, presente prima soltanto come colonna sonora, per entrare poi all'interno del video. Protagonista del video Greta Gerwig, una delle nuove "muse" del cinema indipendente americano degli ultimi anni ("Damsels in Distress", "Lola Versus", "Greenberg", "Frances Ha"), nuova diva indie la cui celebrità cresce di film in film (tanto per dire, ha partecipato anche al pessimo "To Rome with love" di Woody Allen).

 

Le diverse personalità e i linguaggi adottati s'amalgamano alla perfezione, in una sorta di rito propiziatorio e apoteosi dell'indie più in voga: la band del momento (questo sono gli Arcade Fire, che vi piacciano o meno), il regista che insieme a pochi altri (forse Michel Gondry e Harmony Korine) ha riformulato lo stesso concetto di videoclip e l'attrice che più di tutte ci fa ben sperare per la sopravvivenza di un cinema indipendente  made in USA che non sia soltanto una vetrina di belle statuine hipster, uniscono le loro forze per un brevissimo ma assai intenso spettacolo che è un piccolo concentrato di vitalità.

 

Il video inizia con una situazione classica: un bacio, forse l'ultimo, una separazione. La protagonista rimane sola nella stanza, l'uomo si eclissa, scompare. La musica lentamente invade la scena, e pare impossessarsi della ragazza, sembra farle dimenticare la tristezza dell'abbandono. Una strana luce brilla nei suoi occhi. Inizia una danza, un movimento fluido, ritmato, ma allo stesso tempo liberatorio, senza vincoli. La ragazza si muove, la macchina da presa la segue con morbidi movimenti, e le situazioni cambiano. Dal corridoio d'un palazzo si passa senza soluzione di continuità (con una naturalezza ambigua che tanto sarebbe piaciuta ai surrealisti) in un bosco. La danza continua, sempre più selvaggia, quasi arcaica. Finalmente alle spalle della protagonista appare Win Butler: lo svelamento è concluso, il cinema prende vita nella realtà live. Si finisce tutti sul palco: Greta Gerwig, la band, un corpo di ballo di bambine, e il pubblico. Tutti a ballare, a celebrare un rito collettivo.

 

E quel ballo goffo e sconclusionato, disordinato ma vitale, non può che far tornare alla mente l'ultimo film interpretato da Greta Gerwig, Frances Ha, all'interno del quale, tra l'altro, è presente una sorta di videoclip, ancora con l'attrice protagonista, impegnata in una corsa-danza per le strade di New York sulle note di Modern Love di David Bowie (che a sua volta è una citazione della corsa, cadenzata dalla stessa canzone, di Denis Lavant in "Rosso Sangue" di Leos Carax). Nel video come nel film la danza è un momento liberatorio, un riappropriarsi di un linguaggio corporeo - scombinato, privo di regole e coreografie rigidamente pensate - che molto spesso ci dimentichiamo di possedere. Quasi un ritorno alla funzione primordiale del ballo: l'accompagnamento di un rito (collettivo), di un'esperienza che ci rimette in comunicazione con lo spirito. E ci tornano in mente altri video, diretti sempre da Spike Jonze: quello di Weapon of Choice di Fatboy Slim, in cui un impeccabile Christopher Walken (che a inizio carriera faceva il ballerino) veniva travolto dal ritmo della canzone in una danza altrettanto liberatoria e priva di vincoli, tanto da sfociare nel volo; quello di Praise you, sempre di Fatboy Slim, altro video in cui il ballo si trasforma in un momento di divertimento assoluto, di massima evasione dall’ingessato e triste reale.

 

Cinque minuti di grande spettacolo, insomma, questo video di Spike Jonze (che nella stessa serata realizza anche un altro esperimento live, un altro mini-film scritto da Lena Dunham, con le musiche di Avicii, e con protagonosti Michael Shannon, Selena Gomez e Jason Schwartzman), uno spettacolo in cui la parola multimedialità ritrova il suo senso originario e genuino, lasciandosi alle spalle l'obsolescenza (del termine) accumulata in anni in cui tutto ci sembrava tale ma in realtà non lo era. Il video di Spike Jonze è multimediale davvero perché nonostante l'amalgama ogni linguaggio mantiene la propria peculiarità, e contribuisce alla riuscita generale del progetto. Spike Jonze è un grande regista e lo dimostra nel modo in cui dirige, in questi pochi minuti, gli attori e la musica, nel modo in cui utilizza cinematograficamente il mezzo televisivo, restituendogli forse una dignità perduta da tempo, nel modo in cui, insomma, fonde le diversità per restituirci vere emozioni live.

 

Luca Verrelli

Video

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