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5 novembre 2018 , , ,

Radio Birdman + King Mastino

28 Ottobre 2018, Torino, sPAZIO211


radioAvete quella sensazione di aver assistito a qualcosa di assolutamente importante, quel poter dire un domani “quella sera c’ero anch’io?.  Ebbene, questo è il sentimento che albergava nello stomaco, nella testa e nel cuore, nonché ben stampato su facce inebetite da tanta gloria sonora, dei fortunati presenti alla data torinese del nuovo tour italiano dei leggendari Radio Birdman, australiani di razza in pista dal 1974, primi alfieri del punk australiano e autori di pochi album (a partire da “Radios Appear”, del 1977, per un totale di tre in studio, tre live e un paio di EP, oltre a svariati singoli), ma di qualità sopraffina.

 

 

tekRiscaldata dall’opening act, gli spezzini King Mastino, davvero eccellenti, forieri di un garage rock energico, potente e presentato con giusto piglio (da tenere d’occhio, insomma), la serata è immediatamente deflagrata sin dall’attacco dell’immarcescibile Do The Pop, facendo decollare immediatamente aspettative che molti non avrebbero osato ardire, confusi dall’idea che questi “vecchietti” (età media dei fondatori: 65) rischiassero di risultare patetici. Niente di tutto ciò, naturalmente: in forma fisica invidiabile, Deniz Tek  (nella foto a fianco) ha tenuto banco con la sua chitarra, mentre il più “segnato” Rob Younger (nella foto su a sinistra) ha dimostrato di aver mantenuto voce e gestualità di quando aveva abbandonato il surf per “cantare in una rock and roll band”.

 

 

radio3L’ormai rodata formazione dei Radio Birdman (priva della chitarra di Chris Masuak, degnamente sostituito da Dave Kettley, già nei New Christs di Younger, con il potente batterista Nik Rieth al posto dello swingante Ron Keeley e il bassista Jim Dickson, vede ancora far parte della partita il sodale d’un tempo, il tastierista Pip Hoyle), in un’ora e mezza di serratissima performance ha sciorinato tutte le hits che il nutrito pubblico si aspettava di ascoltare: dall’intensa Descent Into The Maelstrom a Burn My Eye, dalla splendida Man With Golden Helmet, con quel piano jazzy e l’andamento doorsiano, a We’ve Come So Far (To Be Here Today), la più recente assieme alla title track dell’album del 2006 “Zeno Beach”, passando per cover radio 8scelte con gusto (Not To Touch The Earth dei Doors e una sufficientemente hard Dominance And Submission dei Blue Öyster Cult), fino al travolgente finale che ha visto in sequenza  I-94, Dark Surprise, Hand Of Law e New Race, sporche e gridate come si conviene a un consesso rock and roll di tale portata.

 

 

 

radio4Breve pausa, il pubblico li richiama a gran voce: nonostante la calura e la spossatezza c’è ancora spazio per un’acida Journey To The Center Of The Mind (dal repertorio degli Amboy Dukes), un’ottima Aloha Steve & Danno e una rauca T.V. Eye che avrebbe reso fieri The Stooges, gli originali autori e interpreti di questo monumento sonico. Lasciato il palco e liberatisi dal sudore, e recuperate un po’ di energie, manifestano una rara disponibilità e una cortesia sincera, firmando autografi e intrattenendosi volentieri a chiacchierare coi fans. Nonostante la generosità con la quale ci avete investito e sommerso di note, non ne abbiamo avuto abbastanza: tornate presto, “ragazzi”.  

 

 

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Massimo Perolini

Si ringrazia Franco Casabona per tutte le foto a corredo dell'articolo

 

Guarda  Not To Touch The Earth (The Doors)  -  Burn My Eye  -  Dominance And Submission (Blue Oyster Cult)  -  We've Come So Far (To Be Here Today)

 

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