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23 aprile 2013 ,

Lordi

19 aprile 2013, Orion, Roma


LORDII Lordi sono una band heavy metal. I Lordi sono finlandesi. I Lordi sono portatori sani di un immaginario orrorifico di matrice rock’n’roll puro e semplice. I Lordi sono stati la “clamorosa” proposta finlandese per Eurovisioni del 2006, prima band rock a rappresentare un paese nella popolarissima euro kermesse. Il carrozzone di mostri nordici ottenne una sorprendente vittoria con l’inno Hard Rock Halleluja. E questo per premettere che i nostri eroi del “cattivo esempio”, soprattutto in Finlandia, da più di dieci anni sono un’istituzione. In Italia non sono la stessa cosa. Lo dimostrerebbe la misera affluenza di pubblico che è accorso al loro concerto romano. Probabilmente un centinaio di fedelissimi. Nonostante ciò Mr. Lordi & Co. non hanno tradito le aspettative mantenendo intatto il copione prestabilito e gratificando le fedi dei metallari del nuovo millennio al loro cospetto.

 

Lo show, inserito in una scenografia funerea d’ispirazione gotica in realtà era una efficace riproduzione di un percorso horror da Luna Park. L’unica differenza è che i Mostri sono “umani” e suonano duro. Il mondo degli orrori dei singolari finlandesi è prossimo al rock cupamente festarolo del buon Alice Cooper di “Welcome To My Nightmare” o al travolgente rock scenografico degli storici Kiss, seppur i loro travestimenti siano ben più vicini agli americani Gwar. La scena è pregna di citazioni tra mummie, zombie e demoni che invocano il male con sollazzo ma anche decapitazioni, travestimenti e clownesche comparsate. Eppure l’orrore è fuori dalle loro note, è fuori dall’Orion. C’è da divertirsi con la loro autoironia e il loro energico hard rock. Dal vivo il suono dei Lordi si sporca restituendo robustezza ai loro classici (Devil Is A Loser, Who's Your Daddy, Would You Love A Monsterman, tra i tanti) e confermando la grandezza dell’ultimo album “To Beastlordi- or Not To Beast riproposto quasi nella sua totalità.

 

Le  contaminazioni elettro-teutoniche che condiscono, tra le righe, l’intero concerto raggiungono il massimo della godibilità nell’esecuzione del singolo The Riff ! Okay, i Lordi non ci portano niente di nuovo e non fanno che ribadire semplicemente “it’s only rock’n’roll…”. Se poi scelgono di farlo in modo iconoclasta con teschi fumanti, pistoloni sparafumo, motoseghe circolari e effetti pirotecnici, tanto di guadagnato!!! L’unico elemento che ha rievocato nella mia mente gli storici Spinal Tap sono stati l’assolo del batterista Mana, il Sinistro Ministro, e del chitarrista Amen, mummia, zombie o giù di lì. Unica inutile forzatura, questa, ben poco godibile e puramente anacronistica. Ma i Lordi evidentemente sono anche quello.

Anthony Ettorre

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