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11 febbraio 2012

Entombed + Buffalo Grillz, Vinterblot, Midian

5 Febbraio 2012, Demodè Club, Modugno (Bari)


Entombed,  grande band scandinava, nata nel lontano 1989, è tornata dopo qualche anno in quel di Puglia per un concerto che si è rivelato davvero esplosivo:  vederli e ascoltarli dal vivo mi ha riportato con la memoria indietro di qualche anno, ai tempi di “Left Hand Path”  (1990), “Clandestine” (1991) e del loro grande album “Wolverine Blues” (1994), album  che dai puristi del  genere” è stato un po’ meno apprezzato, ma che a mio avviso ha rappresentato una importante punto  di innovazione, lo spartiacque tra il classico, a volte pleonastico e ridondante Death Metal ed il nuovo Death’n’roll, in cui svoltano verso atmosfere tetre, vagamente sabbathiane, dalle ritmiche più lente di grande impatto e cadenzate, e con un sound di chitarre intenso, profondo, corposo, caldo ed avvolgente, il tutto supportato dalla voce imponente e di grande spessore di LG Petrov, un sound inconfondibile che li renderà unici ed inimitabili nel loro genere. Personalmente non sono un grande estimatore del Death Metal, ma gli scandinavi Entombed mi hanno sempre coinvolto proprio per l’aver avuto l’intuizione di fondere il Death Metal con l’Hardcore Punk e il Rock’n’roll, rendendo il tutto più e fluido e meno monotono, dando così vita a quel genere definito da loro stessi  Death’n’Roll.

 

Dopo l’annullamento del concerto romano per la neve gli Entombed confermano il loro appuntamento a  Bari.  L'evento é stato organizzato dall'associazione barese RockCult che si sta movimentando parecchio per portare nel capoluogo pugliese nomi di elevato richiamo del panorama internazionale del rock 'duro'.  I prossimi eventi in programma: The Misfits, U.K. Subs, Napalm Death, Obituary, Sinister,Gory Blister, Vulvectomy.  Oggi è una serata strana, di quelle invernali con un freddo tagliente.  Rimango abbastanza deluso quando all’ingresso  trovo una scarsa affluenza di pubblico: mi sarei aspettato per questi grandi degli anni ‘90 molta più gente, ma forse a causa della neve e del freddo, molti hanno preferito starsene a casa.   Alle 21.00 aprono i cancelli, al massimo un paio di centinaia di persone  si fiondano all’interno del capannone, forse alla ricerca di temperature più tollerabili, ma il locale che ne può contenere molte di più, sembra particolarmente vuoto e stenta a riscaldarsi. Al lato è stato allestito un angolo merchandising: sarà poco frequentato. 

 

Vinterblot, Midian, Buffalo Grillz

Alle 22.00 circa inizia lo show, l’arduo compito di scaldare questa fredda serata di febbraio spetta ai Vinterblot  un band locale di Pagan Death in salsa"pataterisoecozze", una breve performance di mezzora e fuori dal palco; alle ore 22.30 tocca ai Midian (death/thrash) altra band che a mio modesto parere non propone niente di particolarmente interessante se non la presenza femminile alla voce. Alle 23.30 sarà il turno dei Buffalo Grillz (death/grindcore) in tour con gli Entombed per presentare il loro secondo album, “Manzo Criminale”, di prossima uscita per Subsound Records. Non sono un estimatore del Grindcore,  dopo qualche ascolto mi annoia, ed all'inizio della loro performance li ho ascoltati con parecchio scetticismo pensando si trattasse del solito Grindcore Guttural-Visceral-Brutista:  devo dire che mi sono dovuto ricredere perchè la band pur rimanendo nei canoni "tradizionali" del  Grindcore con ritmiche serrate, incessanti, martellanti, potenti ed aggressive, ha alternato ritmiche cadenzate e sonorità vagamente Noise-Core ed Industrial riuscendo così a proporre qualcosa di interessante con dei propri tratti caratterizzanti. Il bassista detto “Cinghio”, che per la stazza ricorda vagamente Dino Cazares dei Fear Factory, indossa una maschera sullo stile dei Slipknot, mentre il vocalist “Tombinor” sembra uno grizzly impazzito e fuori controllo e si concede spesso in pasto al pubblico, interagendo e scherzando con la tipica ironia e simpatia partenopea che non guasta mai, anche se un pò anomala per il genere, ma comunque interessante.

 

Noto subito con piacere che riescono finalmente a rianimare una serata abbastanza stanca e partita con il piede sbagliato: nella loro performance di quasi un’ora, mettono a dura prova la resistenza timpanica del pubblico (o almeno la mia e vi assicuro che non sono uno da ascolti facili) innalzando un muro di suono imponente, con furibondi attacchi sonori della durata massima di 60 secondi o poco più, letteralmente sparati contro un pubblico inerme ed inebetito dal freddo, al ritmo dei colpi di un Kalashnikov.  Terminata la loro performance i Buffalo Grillz si allontanano dal palco lasciando spazio ai grandi Entombed; l'impressione che ho avuto appena saliti sul palco è stata quella di artisti un pò segnati dagli anni, con Lars Goran Petrov con qualche capello in meno e un pó di pancia in più, su cui lui stesso avrà occasione di scherzare nel corso della serata. Il timore era quello di trovare una band ormai spenta e ridotta ad una semplice rappresentazione di se stessa, persa nei ricordi dell’imponente “Wolverine Blues”, ma devo ammettere  che per come si è evoluta la serata i cinque non  hanno deluso, sicuramente segnati dagli anni e dai km consumati sotto la neve di questi giorni, ma comunque ancora capaci di trasmettere una carica esplosiva ed un’energia unica che li ha caratterizzati negli anni ‘90 come una delle band più interessanti del panorama Death Metal mondiale.

 

Entombed

Sono mezzanotte circa e tempo qualche minuto per preparare gli “attrezzi del mestiere” e subito i cinque attaccano con il breve intro di Living Death (“Cladestiner”, 1991), e senza concedere il tempo di “ambientarsi” veniamo subito travolti da uno Tzunami di chitarre, basso, batteria e dalla potente voce di Lars Goran Petrov, tipiche del più tradizionale Death Metal “vecchia scuola” il tutto amplificato dai potenti Marshall; segue Sinner Bleed con le sue potentissime chitarre supportate da una solida base ritmica doppia cassa, serratissima, tribale e da una linea di basso imponente e pulsante.  Un’attacco di chitarre tetre, malinconiche ed inquietanti preannunciano il brano Serpent Saints (“Serpent Saints - The Ten Amendments”,  2007), segue I for an eye (“Morning Star”, 2001) brano potente e ricco di carica energetica che mi ricorda i primi Slayer.  Petrov durante il brano si concederà anche alcuni attimi per scherzare con il pubblico: nel corso della serata saranno molti i momenti in cui interagirà con il pubblico presente, rendendo il tutto più simile ad una serata tra vecchi amici, che ad uno show di una Band che in parte ha contribuito a fare la storia del rock degli anni ’90.

 

Dal brano Crawl (“Cladestiner”, 1991) gli animi iniziano a scaldarsi e il pubblico inizia finalmente a dare cenni di vita. Seguirà l’intro di campane di When In Sodom (“Serpent Saints - The Ten Amendment”) e la imponente In the Blood di grandissimo impatto, dal suono lento e sofferente, con stupende melodie cupe e decadenti. Finalmente arriva il momento che attendevo tanto: riconosco subito l’intro di Eyemaster (“Wolverine Blues”, 1993),  i cinque per questo brano non daranno tregua al pubblico concedendosi senza compromessi, segue la Sabbathiana To ride (“Shoot Straight And Speak The Truth” 1997).  Ad un certo punto il vocalist si allontana dal palco e parte l’intro di Chief Rebel Angel (“Morning Star”,  2001), con il suo bellissimo Intro strumentale, potente, drammatico ed infernale, a mio parere uno tra i loro brani più belli; la potente voce di L.G. Petrov per questo brano sarà supportata dai cori delle due chitarre Alex Hellid e Nico Elgstrand: ‘Phosphoros, Lucifer, Stand up! In praise of the morning star. Phosphoros, Lucifer, Say it! Chief Rebel Angel, Phosphoros, Lucifer, Stand up!, In praise of the morning star’.

 

L.G. Petrov si concede una birra e seguirà la grandiosa Wolwerine Blues (“Wolverine Blues”, 1993), ma quando hanno attaccato con Out of Hand ho temuto che a momenti venisse giù tutto;  attimi di caos seguiranno al loro massiccio e furibondo attacco di chitarre, la loro presenza scenica è devastante e i cinque non daranno un minimo di tregua al pubblico, con l'imponente Victor Brandt  al basso che più volte “intima” ai presenti di  distruggere le transenne poste a separazione del palco, tanto che la sicurezza è dovuta intervenire più di una volta. Una breve pausa ed arriva il momento di Chaos Breed e della potentissima e marziale Stranger Aeons (“Cladestiner” 1991), seguirà Damn Devil Done fino alla chiusura con Like This With The Devil (to ride - “Shoot Straight And Speak The Truth 1997).  Nonostante il freddo, gli anni e la scarsa affluenza di pubblico gli Entombed sono riusciti a animare una serata abbastanza fiacca, la loro performance live è stata caratterizzata, in particolare nella seconda parte, da un crescendo di energia e potenza ed hanno dato davvero il loro meglio; gli anni si fanno sentire ed alla fine L.G. Petrov è  visibilmente stanco e privo di voce,  anche se durante la serata non si è risparmiato ed ha regalato al pubblico barese un ritorno a quegli anni ‘ 90 che a mio avviso hanno rappresentato un momento di grande creatività per la storia della musica rock.  Grandi Entombed!

Ivan Tarricone

 

 

Fotografie di Ivan Tarricone - n. 2 e 3: Buffalo Grillz; 4 e 5: Entombed

 

 

 

RockCult 

Intervista Entombed

 

Entombed

 


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