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26 ottobre 2012

Dead Can Dance

19 Ottobre 2012, Teatro degli Arcimboldi, Milano


dead can danceAvete mai sognato di ritrovarvi in uno di quei luoghi da cinema fantasy dove tutto è semplicemente e magicamente perfetto, la cui quiete e bellezza ti riempiono il cuore di gioia? Beh, non so se vi sia mai capitato ma questo è il luogo in cui ci hanno portato i Dead Can Dance nel concerto del 19 Ottobre con sonorità da far venire i brividi lungo la schiena, un feeling semplicemente indescrivibile. Merito anche della location, il Teatro degli Arcimboldi di Milano, andato esaurito praticamente subito dopo la messa in vendita dei biglietti, degno contesto dove far risaltare le ambientazioni create dal duo australiano ed è certamente difficile descrivere i paesaggi sonori, la grandezza abbagliante e la solenne bellezza che i nostri hanno saputo creare.

 

Definirlo un mix di canti Gregoriani, ritmiche africane, musica celtica, mantra est Europei, influenze goth ed eteree può solamente servire a dare una minima spiegazione della loro musica perché questa è una di quelle esperienze che dovete fare per conto vostro. Sin dall’inizio poi Brendan Perry e Lisa Gerrard non devono fare un gran che per meritarsi le ovazioni del pubblico, basta già la loro entrata in scena a scatenare l’entusiasmo, per poiDead can dance zittirci, far iniziare il sogno e farci sprofondare nel più irreale silenzio causato dall’estasi collettiva. La partenza è subito con un brano che apre anche il loro nuovo disco "Anastasis", Children of the sun proseguendo con una dozzina di canzoni prese dalla loro discografia, alternandosi Brendan e Lisa alla guida vocale del viaggio per le lande desolate e ci ritroviamo piacevolmente sorpresi di come, dopo tutti questi anni, i DCD riescano ancora a suonare spettacolari! La voce di Lisa è talmente angelica da incatenarti alla sedia e al tempo stesso portarti dove vuole con variazioni tonali anche di due ottave alla volta e mentre il fascino della Gerrard ci colpisce non è difficile notare come, nel frattempo, la discreta ma imponente presenza di Perry, sempre precisa e partecipata sia comunque fondamentale per l’anima dei DCD.

 

Immaginare lo spettacolo senza di lui sarebbe stato come immaginare un tramonto Giapponese senza il monte Fuji sullo sfondo, praticamente impossibile! Anzi, in alcuni momenti si ha quasi l’impressione che il concerto sia un live di Perry con la Gerrard come special guest tanto da farci entrare anche quella Now we are free, dalla colonna sonora de Dead can dance liveIl Gladiatore”, quasi un omaggio alla carriera solista di Lisa. Brendan saluta varie volte ringraziando il pubblico mentre Lisa appare altera ed eterea come se si trovasse in un altro mondo dal quale sembra ringraziarci, ma lontano dal microfono. La formazione è a sette elementi con la piacevole sorpresa di una tastierista in grado di fornire delle backing vocals  davvero di livello.

 

 

 

Certamente ora la tecnologia viene anche incontro, riuscendo a soddisfare le ambizioni orchestrali dei DCD, che supportati da un impianto luci tanto essenziale quanto suggestivo ci immergono in una quite irreale. E dopo due ore e tre encores passati davvero in un attimo senza tempo, il sogno termina con una Rising of the moon letteralmente da brividi, lasciandoci senza parole, con Lisa che per la prima volta si rivolgeDead can dance al pubblico con un “You are beautiful, I love you”, come risvegliati consapevoli di aver assistito ad uno di quegli spettacoli che ti ricorderai a vita e lasciandoci così come era iniziato… senza parole,  o forse le uniche che ci vengono sono le stesse di Lisa “You are beautiful…We love you!”

 

Ubaldo Tarantino

Foto di Ubaldo Tarantino

 

Dead Can Dance

 

Scaletta:

 

Children of the Sun

Anabasis

Rakim

Kiko

Lamma Bada

Agape

Amnesia

Sanvean

Nierika

Opium

The Host of Seraphim

Ime Prezakias

Now We Are Free

All in Good Time

 

Encore:

The Ubiquitous Mr. Lovegrove

Dreams Made Flesh

 

Encore 2:

Song to the Siren

(Tim Buckley cover)

Return of the She-King

 

Encore 3:

Rising of the Moon


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