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20 maggio 2014 ,

Courtney Love

13 maggio 2014, Manchester (UK), Manchester Academy


Courtney Love“Finalmente al nord, il luogo a cui appartengo!” esordisce così l'auto-nominatasi Regina del Rock, alla terza data del tour inglese. E' stato infatti il nord dell'Inghilterra, e precisamente Liverpool, uno dei luoghi dell'iniziazione musicale di Courtney adolescente, all'inizio degli anni '80. Irrompe subito con il nuovo singolo, Wedding Day, dal tiro punk, supportata da una band solida e che sembra l'apoteosi del rock 'n roll. Poi si butta nel repertorio storico delle Hole, quello di “Live Through This”. Omaggia una delle sue muse, Stevie Nicks, con la versione metallara di Gold Dust Woman, e poi c'è spazio anche per una meteora degli anni '90, Not an Addict dei K's Choice (“non mi interessa se la conoscete o no, è una bella canzone”). Rispolvera materiale dal disco più di successo, “Celebrity Skin”, proponendo però anche tracce raramente eseguite dal vivo come Reasons to be Beautiful e Use Once & Destroy, che con una bella dose di chitarre e spogliata dell'effettistica elettronica imposta all'epoca da Billy Corgan ha un bell'impatto dark. C'è posto anche per il lato A del nuovo singolo, You Know My Name, ancora più punk e in stile 100% Love, seguita dalla ballad scritta dall'amica Linda Perry, Letter to God (uno dei pochi brani estratti dall'ultimo disco uscito sotto la denominazione Hole, “Nobody's Daughter”). Il gruppo, diretto con decisione dal giovane chitarrista Micko Larkin che sembra tenere le fila di tutto, lascia lo spazio necessario perché Courtney Love possa improvvisare, muoversi, suonare, in un modo totalmente naturale. 

 

courtney loveChe si giudichi di cattivo gusto oppure no (ma si sa, spesso più la prima), Courtney Love è sempre totalmente trasparente e spontanea mentre si esibisce, anche a 50 anni. E con una voce ritrovata e che raramente vacilla. E' questa sua trasparenza e la capacità che ha avuto di incarnare la parodia degli stereotipi di bellezza (il logo delle Hole che ricorda quello di Barbie, la miss, la modella, la femme fatale) che la rende intergenerazionale, a giudicare dal pubblico in sala dai 16 ai 40 anni, e che rende canzoni uscite vent'anni fa ancora fresche, intatte nelle loro intenzioni iniziali. Ed è proprio quando fa la parodia di se stessa che annulla virtualmente ogni distanza tra il palco e il pubblico. La seconda parte del concerto la vede infatti in camicia da notte bianca in pizzo e a piedi scalzi, con un mazzo di rose rosse in mano. Chitarra acustica e voce per Northern Star, Dying, e Take This Longing di Leonard Cohen. Poi si ritorna in elettrico per courtney loveil gran finale con Doll Parts, pompata con un po' di anabolizzanti rock-e-cassa-dritta rispetto al suono così particolare, a metà tra acustico e punk che ha contraddistinto la carriera di Courtney Love con le Hole. Una performance che fa ben sperare per il nuovo materiale in uscita, e magari per un prossimo tour europeo.

 

Rachele Cinarelli

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