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4 luglio 2016 ,

Bruce Springsteen And The E Street Band: “The River Tour”

3 Luglio 2016, Stadio San Siro, Milano


BS_Guida-concerto2016-copertina-728x1024Sono da poco passate le 20,15 quando il pubblico dello Stadio di San Siro riserva un'altra magica accoglienza al suo beniamino, paladino della redenzione. Anche per questo tour un gruppo di persone ha dedicato tempo ed energie e, con una raccolta di fondi che ha superato le attese, ha organizzato una coreografia con la quale sorprendere Bruce Springsteen e la sua E Street Band e mostrargli l'affetto e la incondizionata fiducia nelle sue parabole. Nel 2013 la scritta ad effetto fu "our love is real" in risposta alla domanda diretta all'interlocutore presente nel brano, forse più importante della sua discografia, Born to run.

Migliaia di cartoncini creano oggi l'effetto dei colori della bandiera italiana e il messaggio "dreams are alive tonite": Bruce incassa, sorride compiaciuto e invita tutti a bordo sul treno dove "i sogni non saranno ostacolati e la fede sarà ricompensata". Land of hope and dreams e' stata spesso una canzone di chiusura del concerto. Oggi, invece, è l'inizio come se Bruce conoscesse già il messaggio ricevuto e sapesse come rispondere. Il messaggio continua con le prime due canzoni di “The River”, il doppio disco ristampato in cofanetto rievocativo e rimasterizzato prima del Natale scorso, che titola anche questo tour, “The River Tour”. The ties that bind e' forse un riconoscimento del legame tra Bruce e il pubblico di San Siro.  La festosa Sherry darling, preceduta dall'invito al pubblico a fare party noise e' un ottimo traghetto alla richiesta "Can you feel the spirit?" che introduce la intramontabile Spirit in the night. Bruce e il pubblico si gridano reciproco amore conbruce10 My love won't let you down e si riparte con un gruppo di sei canzoni presenti in The river. Jacksone cage tiene alto il ritmo e il coro di Little Steven in Two hearts, con le strofe finali di It takes two di Marvin Gaye (cantati anche da Tina Turner, Rod Stewart etc…) aumenta la velocità del viaggio.

 

È stato un inizio scoppiettante e allora Bruce riporta alla calma con la sua prima canzone della carriera sui rapporti tra padri e figli, ovvero l'intima Indipendence day con la quale canto' il passaggio dalla adolescenza alla maturità e il distacco dal padre, con il quale ebbe si' un rapporto burrascoso, ma nel quale prevalse alla fine, con la incomprensione, anche il rispetto. Il pubblico riprende a cantare la hit Hungry heart e si lascia trascinare in Out in The street. Il prato dello Stadio di San Siro è un tappeto di braccia che si muove. Bruce annuncia di avere con Milano un Crush on you e inizia a raccogliere le richieste. Decide di accontentare la richiesta della cover Lucille di Little Richard, oggetto in passato di una performance straordinaria durante una festa privata in un albergo di Monaco di Baviera nel quale alloggiava nel 1993.

You can look, but you better not touch sempre da The River e la più recente Death to my hometown suggerirebbero una pausa, almeno nel ritmo. Bruce prende l'armonica e inizia a suonare The River. Ormai le luci del tramonto si sono spente ma gli accendini sugli spalti riscaldano l'atmosfera. Bruce canta e fa intendere che farebbe di tutto affinché il sogno si avveri, perché lui non racconta bugie. Nel silenzio successivo al coro del ritornello di The River parte Pointblank,meraviglioso pezzo raramente suonato fino a questa tournée. Il Boss cammina -quasi nervoso- sul palco e la intensità e la sofferenza con la quale la canta evidenziano quanto sia sentita questa canzone. La folla e' incantata, e' bruce9ormai in trappola e Bruce la scuote con un'altra rara e vecchia canzone: Trapped, cover di Jimmy Cliff, già suonata anche a Verona nel 1993. The promised land non può mancare. Sognare non costa niente e Bruce e il pubblico …believe in the promised land.

 

È il momento di ricordare a tutti che lui è (solo) un rocker e il boss raccoglie una richiesta anomala, Lucky Town, nella cui esecuzione si impegna in un bell'assolo di chitarra. Purtroppo non viene essguita la canzone attesa da molti in Italia da tempo, quella Prove it all night del '78 preceduta da una lunga introduzione che tutti avrebbero sicuramente preferito.  Si fa un salto negli anni ‘80 e si balla al ritmo di Working on the highway e Darlington county per rallentare con la richiesta della romantica I'm on fire. È quindi il turno di una chicca, Drive all night, e Bruce la canta con tutto l’"heart and soul" possibile, accompagnato dal sax di Jake Clemons e dal falsetto di Little Steven. La versione e' superlativa. Scende qualche lacrima tra i fans.  Neanche il tempo di riprendersi da tanta emozione che attacca Because the night. Nils Lofgren esegue un assolo interminabile e di rara perfezione nel quale mostra come questi arzilli sessantenni siano molto più in forma del loro pubblico.

E allora The Rising e soprattutto Badlands cantata a squarciagola e con il pugno chiuso da tutti gli spettatori presenti sul prato. Bruce parla di un sogno e cerca di farlo avverare :"Talk about a dream, try to make it real" e tutti i presenti credono ancora una volta bruce2nell'amore e nella fede che può salvarli, nella speranza che può risollevarli dai bassifondi della vita. Potrebbe bastare ma i fans sanno che ce n’è ancora. In pochi, però zi aspettano di sentire le note iniziali di Jungleland, che evoca lo spirito del Big Man e che viene magistralmente eseguita nel suo assolo di sax dal nipote Jake, tanto da ricevere i complimenti da Bruce. La E street band dimostra di essere la migliore band in circolazione, forse da sempre, forse per sempre, Max Weimberg e Roy Bittan compresi. È quindi il turno della potenza. Born in the USA e Born to run. Manca solo l'everlasting kiss di Clarence in questa serata.

 

Qualcuno è stanco? Sorry, it's boss time, Ramrod, il momento sexy con la danza del fondoschiena mostrato al pubblico. Siamo in dirittura d'arrivo: Dancing in the dark e tanti sono invitati a ballare e suonare sul palco, con la violinista Soozie Tyrrel, in coppia con Jake Clemons e, naturalmente, con Bruce che sta al gioco e recita la sua parte. Tocca ai ricordi e durante l’esecuzione di 10th Avenue Freeze Out vengono proiettati sui maxi schermi le immagini di Clarence Clemons e Danny Federici che troppo prematuramente hanno lasciato la band.  Tutti ballano e gridano Shout in una lunga versione di commiato. La band esce e Bruce ringrazia con una pacca sulla spalla, bruce3uno per uno, i suoi componenti.

Manca poco alla mezzanotte. Le luci sono accese a giorno da tempo. Con armonica e chitarra acustica Bruce ringrazia il pubblico di Milano, definendolo "The best audience in the world" e attacca una versione acustica di Thunder road . Il viaggio iniziato in treno può continuare in auto sempre con Mary pullin' out of here to win. Perché stanotte i sogni continuano ad essere vivi. Sono state tre ore e quarantacinque minuti senza alcuna interruzione per ben trentacinque canzoni.

 

Oggi Bruce è l'eccellenza dell'entertainement. Forse è il più grande rocker di sempre, forse no, ma il suo show e' studiato alla perfezione per coinvolgere totalmente il pubblico con i suoni, con le parole, con le immagini sugli schermi, con gli assoli e anche con i silenzi. Lo show verrà ripetuto il 5 luglio, sempre a San Siro, e sabato 16 luglio al Circo bruce4Massimo a Roma, dove si mormora che il concerto possa essere registrato in un dvd di prossima pubblicazione. La scaletta sarà sicuramente diversa. Chissà che i fortunati non usufruiscano di chicche sempre dall'album The river come la cupa Stolen car, la malinconica Fade away, la vecchia/nuova versione di I wanna marry you o possano godere di Sandy, 4th of July, Backstreets, Rosalita, Racing in the street, Girls in their summer clothes, Waiting on a sunny day, Worlds apart, My city of ruins, Real world, Bobby Jean, Darkness in the Edge of Town e Nebraska o, chissà, di una nuova Milan, Rome, NYC Serenade.  La lista potrebbe continuare all'infinito. Potrebbe anche essere, sulle rive del Tevere, la volta della rarissima Meeting across the river, anche se la assenza della sezione fiati la rende improbabile. È vero: Milano, come Roma d'altronde, è stata una Lucky Town per Bruce; unica nota stonata una acustica non sempre perfetta.  

 

 

Tracklist - Milano, Stadio San Siro, 3 Luglio 2016

1 land of hope and dreams (people get ready) - 2 The ties that bind - 3 sherry darling - 4 spirit in the night - 5 my love won't let you down - 6. Jackson cage - 7 two hearts (it takes two) - 8 indipendence day - 9 hungry heart - 10 out in the street - 11 crush on you - 12 lucille - 13 you can look - 14 death to my hometown - 15 The river - 16 pointblank - 17 trapped - 18 promised land - 19 i'm a rocker - 20 lucky town - 21 working on the highway - 22 darlington county - 23 i'm on fire - 24 drive all night - 25 because The night - 26 The rising - 27 badlands 

BIS28 jungleland - 29 born in the usa - 30 born to run - 31 ramrod - 32 dancing in The dark - 33 10th Avenue Freeze-out - 34 shout - 35 thunder road (acoustic version)

 

Massimo Radicchio

Foto di Massimo Radicchio  

 

Guarda  Spirit In The Night    The River

 

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