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19 dicembre 2015

Spazio Poesia: Sigismondo Latrofa

Virtuale… Reale – Canti infuocati d’amore e rivolta

Estate 2015 - BastogiLibri Editore

 

41794yf6nVL._SX338_BO1,204,203,200_La dedica a Pasolinimio demone sottile” come tiene a precisare l’autore, apre "Virtuale... Reale - Canti infuocati d'amore e rivolta", la raccolta di canti di Sigismondo Latrofa, professore di storia e filosofia barese di fede 'libertaria' (nella foto sotto a destra).

Reale come Pavese” continua l’autore “e virtuale come i social network”. In parte le liriche si avvicendano come una sorta di diario quando, al termine, l’autore precisa il luogo, il mese in cui sono state redatte, mentre un breve commento dell’autore descrive il momento. Nelle liriche, dall’articolazione ermetica, si alternano filosofia, eros, politica, sociale, “lotta”, Dio/non Dio, resa e amore; amore in tutte le sue forme. Il filosofico inscindibile turbinio scindibile cattura il lettore sin dalle prime odi mentre “...come un trampoliere”, come terrà a precisare, l’autore avanza con precario equilibrio tra l’amore e il 'non amore', amore e 'amore amato' e 'l’inamato' amore amaro. Il tutto con frequenti e vibranti riferimenti ad icone musicali come Jimi Hendix, David Bowie, U2, Luigi Tenco, Iggy Pop.

 

Recita: “...ai confini del medioevo prossimo passato”; ci aspetteremmo o augureremmo, “passato remoto” magari, anche “prossimo”, ma chi scrive teme che Latrofa abbia davvero colto il giusto “tempo verbale”. Così come era ieri è oggi; così come, inevitabilmente sarà domani. I secoli bui. Non c’è libertà, urla l’autore; non quella vera. Viviamo ingabbiati in un Matrix; un’illusione; in una realtà preconfezionata dove tutto è come deve essere e come non dovrebbe essere. Oblio; oblio dell’essere e dell’avere; di tutto e niente; del 'niente/tutto' e del 'tutto/niente' quando, nella nostra società, in questa società, l’effimero ordine-disordine del tutto/niente, non trova spazio l’amore. sigiL’amore in senso più ampio del termine; quello universale. Affettuoso e struggente, Latrofa omaggia il caro amico scomparso Nicola Massimo de Feo, filosofo.

 

Con chiaro sarcasmo verso quella società che mise alla gogna Jimi Hendrix, domanda: “...come stai all’inferno?”. Il poeta rabbioso dalle voci demoniache e le dita angeliche.

Afferma: “...vorrei una rivoluzione intellettuale senza morti né feriti” e questo, per chi scrive è essenziale giacché, se ci fossero morti e feriti, non sarebbe una rivoluzione intellettuale.

Prosegue: “...vorrei che la dolcezza fosse squadrata come la matematica e l’amore geometrico” come se l’unica soluzione fosse stabilire, per convenzione e precetto, valori universalmente riconosciuti. Si avvicendano amori perduti, amori acerbi, quelli non vissuti all’idea del destino destinante. Destino in quanto tale; destino costretto a subire se stesso; perpetuo e ricorrente. Come Caronte, Sigismondo Latrofa ci guida tra le pieghe dell’amore e della sensualità e il loro carattere spesso illusorio, ambiguo e dove tutto può essere inscindibilmente scisso. Sacro e profano; dove tutto è 'e' ed 'e' e dove mai il tutto sarà 'o' o 'o'. 

 

 

Stralci di liriche

 

SENZA TITOLO NUMERO X 

COMUNICAZIONE-SUICIDIO / SUICIDIO DEL ROCK AND ROLL / E L'ALIENO DEGLI GNOMI DI MARTE / CI RUBO' UN SORRISO ELETTRONICO / PRIMA DI SUICIDARSI...  

 

HEY JIMI 40 ANNI DOPO... 

Hey gimi come stai all'inferno / ...è meglio o peggio delle droghe nefande che ti hanno strapazzato il corpo e l'anima / Fino alla morte e alla fine alla Fine di tutto THE END ...

 

BOMBA POSTBEAT 

multinazionali di bombe all'idrogeno floreale / sulla tomba di gregory corso / scompiglio di guerre mercantili globali / nel cuore di questa crisi profonda del regno animale dello spirito finanziario / una crisi lunga come un ciclo di pietre templari protostoriche...

 

Diletta Nespeca

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