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31 maggio 2013

Kurt Vonnegut

Mattatoio N.5

2003 - prima edizione Mondadori, ristampa Feltrinelli

kurtContinua la nostra operazione recupero di validi libri usciti negli anni scorsi, grazie al lavoro del nostro Alfredo Sgarlato: speriamo possa essere di vostro gradimento.

 

 

Finalmente la critica letteraria ha compreso la grandezza di Kurt Vonnegut Jr (Indianapolis 11/11/1922- New York 10/5/2007), uno dei massimi scrittori americani del secondo '900. Dopo aver  iniziato come scrittore pulp di fantascienza e racconti umoristici, negli anni '60 Vonnegut raggiunge la completa maturità letteraria, con alcune opere di grande valore tra cui “Mattatoio n°5” (1969) è il capolavoro. In questo romanzo abbiamo la storia di Billy Pilgrim (il nome non è casuale), un perfetto americano medio nonché un terribile sfigato, che il destino mette in balia delle più terribili disgrazie. Per salvarsi la vita sviluppa la capacità di viaggiare nel tempo, per cui sarà l'unico superstite del bombardamento di Dresda, il più colossale atto terroristico nella storia, ma finirà anche ad essere l'oggetto di studio degli alieni del pianeta Tralfamadore, che non capiscono come facciano i terrestri ad avere solo due sessi... ma grazie a tutte queste avventure raggiungerà la saggezza. Come avrete capito si tratta di un'opera tutt'altro che realistica: ma più che di fantastico dobbiamo parlare di un racconto morale sulla scia di Swift e Voltaire.

 

I contenuti che si ricavano dalla lettura sono molti: il pacifismo, la condanna di tutti i fanatismi e i conformismi, la satira della società americana, una visione della vita legata alle religioni orientali e all'esistenzialismo, però diversamente da quanto facevano Camus e Sartre usando l'arma dell'umorismo; nonostante la gravità dei temi trattati alcune pagine sono davvero esilaranti e dalla lettura del libro si esce dolcemente rasserenati. Come è tipico dello stile di Vonnegut in questo libro appaiono alcuni personaggi già presenti in altrikurt vonnegut romanzi: Kilgore Trout, alter ego negativo di Vonnegut, lo scrittore di fantascienza fallito che riesce a pubblicare solo su riviste porno; il miliardario benefattore Eliot Rosewater e la spia triplogiochista Howard Campbel, protagonista dello splendido “Madre notte”(1961). Da questo romanzo è stato tratto nel 1972 un film, diretto da George Roy Hill, quello de “La stangata” e “Butch Cassidy”. Come spesso accade non è un brutto film, ma è solo una minima parte del romanzo. Il protagonista, uno sconosciuto, è fuori parte, scompare il personaggio di Trout e quello di Campbel per chi non ha letto i romanzi è incomprensibile.

 

Alfredo Sgarlato

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