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8 febbraio 2015 ,

Athos Enrile

Le Ali della Musica

2015 - Wannaboo - E-Book, 383 pagine, Euro 2,99 Release date: Gennaio 2015

ali cover

 

Athos Enrile è diventato, nel tempo, una firma conosciuta a livello nazionale e internazionale nell’ambito della critica musicale italiana, ma è soprattutto popolare nel Nord-Ovest italiano, essendo lui savonese. Blogger, organizzatore e presentatore di eventi, sporadicamente curatore di uffici stampa solo per pochi amici fidati o per musicisti verso i quali nutre sincera stima, ma anche musicista lui stesso, che si concede con parsimonia ma che ha imbracciato il suo mandolino sui palchi a fianco di nomi di spicco soprattutto del rock progressivo italiano e internazionale, come Giorgio “Fico” Piazza (ex-Pfm), Jerry Cutillo (Oak), Bernardo Lanzetti (Acqua Fragile, Pfm, CCLR) e Martin Allcock (Mission, Jethro Tull). Enrile, nel tempo, ha raccolto le sue recensioni e interviste su diversi blog e riviste musicali on-line ma oggi, alle soglie dei 60 anni, ha deciso di raccogliere almeno la parte più significativa di questo materiale dalle maestose dimensioni e condensarlo in un formato che potesse essere in qualche modo conservato e consultato dai veri appassionati, che non restasse soltanto “volatile” tra i milioni di pagine virtuali che popolano il World Wide Web. Ne è nato così questo “Le Ali della Musica” il cui titolo scaturisce da una frase detta proprio ad Athos Enrile da Steve Hackett durante un’intervista. La vicenda nel dettaglio non la sveliamo, lasciamo che sia una piacevole sorpresa leggendo il libro.

 

Con grande coraggio Enrile, persona molto sensibile ma anche discreta e assai riservata nella vita di tutti i giorni, nelle circa 400 pagine di questo e-book sua “opera omnia” si mette praticamente a nudo tracciando un vero e proprio diario di quelli che sono stati i momenti più significativi di questa passione che ha scandito la sua vita di tutti i giorni. Troviamo così l’aneddoto su come tutto ebbe inizio: ogni musicofilo ha “quella canzone”, sentita perenrile caso, di sfuggita, che arriva come una folgorazione, violenta, devastante e fa esplodere la passione. Athos Enrile ci racconta la sua, ci dice dove, come e quando è successo. Da questo punto di partenza troviamo i resoconti fedeli dei concerti a cui l’autore ha assistito negli anni ’70, poi una fase di “assopimento” dovuta agli impegni improrogabili legati al lavoro e alla famiglia, e poi ancora, finalmente, l’amore per la musica che torna a esplodere e si impone sovrano. Athos Enrile è grande appassionato soprattutto di progressive rock, e in queste pagine ricoprono grande importanza nomi come Genesis, Yes, Van Der Graaf Generator e Jethro Tull, “conditi” dagli incontri personali dell’autore con mostri sacri del calibro di Steve Hackett o Greg Lake, solo per citarne un paio. Ma non è soltanto un libro sul prog, e vi trova spazio anche una ricca ed emozionante aneddotica su Patti Smith e Alvin Lee, Jack Bruce e Pamela Des Barres… e molti altri. Infine, purtroppo, poiché il Tempo inevitabilmente fa sentire il suo peso, accanto a interviste e recensioni troviamo anche il ricordo personale che Athos Enrile ha di tanti artisti che ha avuto il privilegio di incontrare e che oggi non sono più tra noi.

Alberto Sgarlato

foto 2: Athos Enrile  

 

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