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21 novembre 2018

Davide Sisto

LA MORTE SI FA SOCIAL: Immortalità, memoria e lutto nell’epoca della cultura digitale

30 Agosto 2018 - Bollati Boringhieri - Saggio di Filosofia - pagine: 149 - Euro: 16, 50

libri - la morteMi sono avvicinato a questo libro con molta diffidenza, perché un saggio sul rapporto tra la morte e l'era digitale non era, al momento, esattamente in testa alla mia lista di argomenti preferiti. Invece si è rivelata essere una lettura interessantissima, sorprendente e, nonostante il tema faccia pensare l'opposto, persino appassionante. Fortunatamente Davide Sisto non è il solito filosofo improvvisato del web, ma uno vero e proprio, non a caso specializzato in tanatologia. Se il primo istinto davanti a una parola come "tanatologia" è quello di fare una risatina sarcastica, questa non è altro che la dimostrazione di uno degli assunti da cui parte l'autore: e cioè che oggi siamo più o meno tutti schiavi di un meccanismo di rimozione, conscio o inconscio, a livello individuale così come sociale, dell'idea stessa di morte. La tecnologia digitale da questo punto di vista può essere uno strumento utile tanto a rafforzare questa rimozione quanto a superarla. 

 

L'analisi di Davide Sisto (nella foto sotto a destra) nel libro "La Morte si Fa Social" è equilibrata, mette in fila pregi e difetti, possibilità e vicoli ciechi nella dialettica tra morte e civiltà digitale. Far finta che le due cose non si intreccino in un rapporto inimmaginabile fino a qualche anno fa è negare la realtà, rimanendo attaccati all'illusione che le nostre identità reali e virtuali siano due entità separate, quando già solo il fatto che tutti i nostri dati sensibili, le nostre memorie, i nostri "oggetti" personali siano allegramente sparsi in giro Sistoper il web, teoricamente a disposizione di chiunque, dimostra il contrario. Se da un lato tutti i tentativi di prolungare in modo innaturale (e in-umano) il dialogo con le persone scomparse o di costruire in anticipo un proprio sé che continuerà ad esistere anche dopo defunti - chatbot, repliche digitali, ologrammi, avatar ecc. - paiono sinceramente inquietanti, malsani e blackmirroriani (proprio un episodio della serie ha dato origine ad alcuni tentativi in questo senso), dall'altro la complessa questione dell'eredità e del testamento digitali è qualcosa su cui tutti, prima o poi, dovrebbero riflettere. D'altra parte Facebook è destinato a diventare, e in un certo senso lo è già, il più grande cimitero al mondo. 

 

Carlo Bordone
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