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18 febbraio 2019

Adelio Fusé

L’astrazione non è la mia passione principale

2018 - Manni Editori, San Cesario di Lecce - pp.348

 

libri adelio fusèFuggire per ritrovarsi. Provare a tenere il controllo della propria vita e delle proprie emozioni in un mondo che sempre più spesso dà la precedenza al visibile e al grado di visibilità esteriore piuttosto che alle profondità interiori. Adelio Fusé (nella foto sotto a destra) con il suo romanzo “L’astrazione non è la mia passione principale” racconta l’incontro tra un fotografo italiano cinquantenne, Rino Liri, e una giovanissima cantante pop statunitense, schiacciata dal successo e messa in crisi dalla dualità identitaria tra lei, Emmeline Madeline Alice Moore, ragazza poco più che ventenne con tanta voglia di spensieratezza e il suo ingombrante alter ego, Sylvienne Loy, alla ribalta dello star system musicale. Adelio Fusé lavora in ambito editoriale ma tra le sue grande passioni c’è la musica contemporanea e la poesia oltre a una diretta collaborazione con musicisti e artisti. Questo romanzo ci offre in chiave avvincente, disimpegnata e scorrevole una implicita riflessione sul significato di talento e sul modo in cui avviene la divulgazione e la sponsorizzazione mediatica di un artista, il riconoscimento delle sue doti attraverso ‘canali’ ufficiali. I due protagonisti dimostrano tutta la loro sensibilità e personalità nel fare emergere l’insofferenza ad adattarsi a qualcosa o a qualcuno che finisce per prendere il sopravvento sulla dinamica delle loro scelte, sulla complessità del loro sentire, finendo per schiacciarli o per alterarne la piena libertà espressiva.

 

Tra loro emerge una complicità, una innegabile attrazione  ma soprattutto la voglia di ritrovare la propria autenticità. Entrambi si daranno forza e si aiuteranno vicendevolmente a guardarsi dentro senza ipocrisia e senza paura. La Meseta a sud di Burgos è il luogo del loro primo casuale, bizzarro incontro. Poi ci sono svariate tappe lungo la costa della penisola iberica, Villa de la Sierra, Bilbao, Cabo  Machichaco, che li porteranno fino alle fusèsoglie dell’ambientazione chiave del racconto. Una ‘camera verde’ in un hotel di Mundaka, metafora e apice del loro viaggio interiore. Qui si sfideranno in un intrigante gioco nel quale l’astrazione, l’evasione, la voglia di uscire dall’ordinario, dalla banalità del quotidiano diventerà per loro un riflettore ‘verde’ - come il cromatismo della loro romantica camera a tema - destinato a trafiggerli fino all’anima. La loro storia è la nascita di un amore meravigliosamente dosato tra attrazione, amicizia, stima e comunione.  Il loro sarà un risveglio capace di riportarli alla realtà e alla consapevolezza con tutto il loro bagaglio di energia e grinta, rinnovati di ispirazioni sia individualmente che nella importante reciprocità scaturita dal loro rocambolesco e fatale incontro.

 

Romina Baldoni
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