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18 giugno 2013

Flann O' Brien

Il terzo poliziotto

1992 - Adelphi (collana Biblioteca Adelphi 246), 248 pagine

Continua la nostra operazione recupero di validi libri usciti negli anni scorsi, grazie al lavoro del nostro Alfredo Sgarlato: speriamo possa essere di vostro gradimento. 

 

 

ilterzopoliziottoIn un articolo sulla serie televisiva “Lost”, la più interessante del decennio scorso, si legge che una delle maggiori fonti di ispirazione per l'autore J.J.Abrams è il romanzo “Il Terzo Poliziotto” di Flann O' Brien (1911-1966). O' Brien, irlandese, si chiamava in realtà Brian O'Nolan e nel 1938 aveva pubblicato, a soli 27 anni, il primo romanzo “Una pinta di inchiostro irlandese” (“At swim's two birds”), storia di uno scrittore che scopre che i personaggi del romanzo che sta scrivendo agiscono in maniera indipendente dalla sua volontà. Accolto come un capolavoro da Joyce, Beckett e Dylan Thomas, questo libro aveva venduto poche decine di copie. Il suo secondo romanzo “The third policemen”  nel 1940 fu rifiutato dagli editori, per essere poi pubblicato postumo con buon risultato. Dopo questo insuccesso O'Nolan cambiò pseudonimo e genere dandosi alla satira sociale.

 

La storia raccontata è difficile da riassumere: c'è un ragazzo che rimane orfano e in collegio diventa uno dei massimi esperti dell'opera del filosofo e scienziato de Selby, considerato un genio benché nessuna delle sue teorie sia accettabile (per esempio sostiene che la notte è un'illusione ottica derivante da emissioni di fumo). Il protagonista, che non ha un nome perché non ricorda quale sia, è coinvolto in una serie di disavventure insieme a due poliziotti, che controllano l'eternità tramite macchinari e sono convinti cheflann o'brien tra uomini e biciclette ci sia uno scambio di atomi e quindi di personalità. Una trama assurda, ma cosa c'entra con “Lost”? Semplice: il trucco narrativo che regge la storia, nascosto e lasciato all'arguzia del  lettore, che ad uno del 1940 appariva incomprensibile, a quello degli anni '60 geniale e oggi è persino abusato. “Il terzo poliziotto” è un'opera molto originale, certamente sconsigliata a chi pensa che l'arte debba riprodurre la realtà o che vuole rispecchiarsi nei personaggi, o forse da consigliare proprio a loro. Per chi invece concepisce la letteratura come un viaggio nell'impossibile è una lettura molto divertente.

 

Alfredo Sgarlato

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