Migliora leggibilitàStampa
2 febbraio 2019

Donna Tartt

Il Cardellino (The Goldfinch)

2013 - Rizzoli, traduzione di Mirko Zilahi de’ Gyurgyokai, pagine 892

RIPESCATI --- Un altro prezioso recupero letterario di Alfredo Sgarlato. 

Ci auguriamo  sia di vostro gradimento. 

 

 

TARTT 9788817072380_0_0_410_75L'incipit del romanzo: "Quand’ero ancora ad Amsterdam, per la prima volta dopo anni sognai mia madre. Ero rimasto confinato nella mia stanza d’albergo per più di una settimana, terrorizzato all’idea di chiamare chicchessia o di mettere il naso fuori, il cuore che fremeva e sussultava anche al più innocuo dei rumori: il campanello dell’ascensore, l’andirivieni del carrello del minibar, persino i campanili delle chiese che scandivano le ore, da Westertoren, Krijtberg, un clangore dai contorni vagamente oscuri, come i presagi di sventura delle fiabe. Durante il giorno me ne stavo sul letto e mi sforzavo di decifrare le notizie in olandese alla tv (impresa impossibile, dal momento che non conoscevo una parola di olandese) e, quando rinunciavo, mi sedevo accanto alla finestra a fissare il canale, il cappotto di cammello gettato sui vestiti che indossavo, perché avevo lasciato New York in fretta e furia e le cose che avevo portato con me non erano abbastanza calde, nemmeno al chiuso". 

 

Donna Tartt (nella foto a destra), scrittrice di Greenwood, Mississippi, classe 1963, fece da ragazza due singolari propositi: non sposarsi mai e scrivere un libro ogni dieci anni. Finora ha tenuto fede ai suoi propositi. Il primo romanzo “The Secret History” (in Italia “Dio di Illusioni” - titolo che riprende quello inizialmente pensato dall'autrice - 1992) fu accolto in America come un capolavoro, e passò inosservato da noi (chi scrive lo comprò per caso su una bancarella). Il secondo, “Il piccolo amico” (2002), deluse. Il terzo, “Il Cardellino” (“The Goldfinch”, 2013) TARTT maxresdefaultin patria ha entusiasmato, vincendo il Premio Pulitzer, in Italia ha suscitato interesse, perlomeno per quanto possa suscitarlo un libro in un paese dove la stragrande maggioranza della popolazione non legge o legge autobiografie di calciatori e politici. Chi scrive non è rimasto folgorato da "Il Cardellino" come da Dio di Illusioni. Mentre nel primo romanzo si entrava in un piccolo  mondo autosufficiente ed estraneo alle convenzioni, per poi sprofondare in un gorgo di personalità malate degno dei grandi scrittori dell'800, in questo terzo sembrerebbe di trovarsi in un normale thriller. Ma poi, a poco a poco, il giudizio cambia, e Il Cardellino è un libro che rimane in testa.

 

La trama

 

Della trama non vi diremo nulla, o quasi: i colpi di scena sono scoppiettanti fin dalle prime pagine, e non sapremmo dove fermarci per evitare spoiler, come si dice tra appassionati di serie TV. Sintetizzando: un ragazzino pagherà molto cara una marachella scolastica, tartt 800px-Fabritius-vinkoppure no, visto che tra i vorticosi eventi che segneranno la sua vita ce ne saranno anche di bellissimi; che romanzo sarebbe se non ci fossero? Al centro dell'intrigo il capolavoro del pittore fiammingo Carel Fabritius (1622-1654) “Il Cardellino” (1654), dipinto piccolo ma splendido che entusiasmò Veermeer (esiste davvero, non è una trovata dell'Autrice): con questa precisazione forse vi abbiamo indirizzato su quelli che saranno alcuni temi del romanzo. Che si dipana in quasi mille pagine senza mai far calare l'attenzione, raccontando una vita intera tra personaggi stravaganti e indimenticabili. Certo, a volte la presenza di un autore che domina i colpi di scena del caso e del destino si sente troppo, ma quante volte ci sarà capitato di stupirci di fronte alla stranezza di situazioni che ci presenta la vita? In breve: un libro da leggere.

 

Alfredo Sgarlato

Video

Inizio pagina