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17 gennaio 2016

Renzo Arbore

E se lavita fosse una jam session? – Fatti e misfatti di quello della notte

2015 - Rizzoli - pag. 314 - €. 35,00

arbore 6339467_1075406Cianfrusaglie. In una sola parola potremmo definire così l’enorme quantità di oggetti che Renzo Arbore ha raccolto nel suo girovagare per il mondo e che, fino al prossimo 3 aprile, sono raccolti in una fantasmagorica e colorata mostra al Macro Testaccio – La Pelanda Centro di produzione culturale di Roma.

Il popolare showman foggiano ha riempito la sua casa delle cose più disparate, gadget acquistati qui e là in virtù di una smodata febbre da acquisto che l’ha portato ad accaparrarsi tutto ciò che, nel tempo, ha attirato la sua curiosità e la sua bramosia, ma anche gilet d’autore (ce n’è persino uno, rarissimo e costosissimo, illustrato dal futurista Fortunato Depero), cravatte dalle forme incredibili, radio di bachelite, juke-box ancora funzionanti e con i vinili dentro, cibo scaduto, comprese alcune scatolette di carne di alligatore e di canguro, senza trascurare “succulente” pietanze a base di formiche e vermi, che ci auguriamo non abbia mai consumato né offerto agli amici. Non mancano statuette, piatti e suppellettili varie, occhiali da sole e ogni altro oggetto che, in situazioni diverse, potrebbero essere considerate kitsch, cose (non si sa quanto buone) di pessimo gusto di un gozzaniano fuori tempo massimo.

 

 

arbore 01Le cianfrusaglie arboriane sono una delle componenti, forse la più colorata e inusuale, della vita di questo giovanottone che s’appresta a raggiungere con allegria il traguardo degli ottanta anni (li festeggerà il 24 giugno del 2017) e che egli ripercorre, quasi a volerne fare un bilancio provvisorio, in "E se la vita fosse una jam session?" – sottotitolo Fatti e misfatti di quello della notte -, un bel volume edito da Rizzoli che fa pendant con la mostra.

Diciamo prima d’ogni cosa che non si tratta di alta letteratura, ma il libro si lascia leggere con grande piacere e dà immediatamente l’idea di come il nostro eroe abbia avuto l’incommensurabile fortuna di fare, nella vita, quello che ha realmente voluto, di esprimere se stesso in assoluta libertà, riuscendo a non scendere a patti, a non fare compromessi.

 

 

inserto mia casaIl libro ripercorre la vita di Lorenzo Giovanni Maria Antonio Domenico Arbore detto Renzo, dagli anni dell’infanzia a Foggia, dalla fine del fascismo e l’arrivo degli americani che gli trasmisero i germi della passione per la musica attraverso il “V-disc”, i “padelloni” long-playing contenenti la migliore musica jazz (fino ad allora ostracizzata dal regime), al trasferimento a Napoli, dove si laureò in Giurisprudenza e venne a contatto con artisti e intellettuali partenopei. 

Passa quindi a Roma, per delle piccole collaborazioni con la Rai, che gli creeranno l’occasione di mettere in pratica arbore 14le proprie idee su una professione che rappresenta una grande novità, quella del disc-jockey, e che creerà i presupposti per la creazione di memorabili trasmissioni radiofoniche – prima fra tutte Alto gradimento e siamo nei primi anni Settanta – nei quali si esprimerà il genio e che farà restare incollato agli apparecchi radiofonici un pubblico assai vasto ed entusiasta.

 

 

Arbore_1263Quel genio passerà poi alla televisione con trasmissioni come Per voi giovani, L’altra domenica, l’insuperata Quelli della notte e via discorrendo, per una televisione viva e lontana le mille miglia dalle cose discutibili e molto spesso di cattiva qualità che ci vengono propinate oggi. Una storia professionale, quella di Arbore, che si sviluppa parallelamente, e che, quel che è più importante, si misura, con la storia collettiva di un trentennio abbondante e che potrebbe fornire ancora spunti per un rinnovamento dell’entertainment televisivo.

L’esuberanza di Arbore invade anche lo schermo cinematografico e la musica: negli ultimi anni si è imposto di mantenere viva la tradizione della canzonetta italiana, e napoletana in particolare, esibendosi in ogni parte del mondo con un’orchestra che ripropone brani che altrimenti andrebbero a finire nel dimenticatoio e che, in realtà, risultano graditi al pubblico, anche internazionale. Non mancano, nella narrazione, gli amori che non sono mancati nell’arco del suo itinerario e che, pur non arbore e melato-2portandolo a legami fissi, hanno rappresentato nella sua vita momenti pieni di grandi contenuti, mentre una parte è dedicata agli incontri che hanno dato all’artista le migliori sollecitazioni, i migliori stimoli. Nel complesso dal volume viene fuori l’uomo Renzo Arbore, con le sue passioni, le sue tenerezze, il suo spirito giocherellone, le sue manie e le sue tenerezze. Quella bella persona che più volte abbiamo avuto l’occasione di poter apprezzare.

 

Nello Pappalardo

Foto 5: Renzo Arbore e l'autore dell'articolo, il nostro Nello Pappalardo  

 

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