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16 luglio 2016

Vittorio Bongiorno

CITY BLUES

2016 - EDT, pp. 350, €. 11,90

«Los Angeles, Berlino, Detroit: un triangolo magico dove musicisti, artisti, architetti, puttane e figli di puttana hanno intrecciato le loro vite lungo un secolo nemmeno tanto breve che ha prodotto la musica più travolgente, l'architettura più inventiva, la letteratura più straordinaria, il cinema senza tempo, i sogni più accecanti

 

City Blues” è l'ultima fatica dello scrittore e musicista siciliano Vittorio Bongiorno, resoconto di un viaggio in tre tappe alla ricerca del suono di tre città che hanno svolto un ruolo fondamentale nella storia della musica. Città dalle mille anime, città che cambiano pelle travolte dagli accadimenti della storia e che rinascono sotto nuove forme, città le cui vicende musicali e artistiche si sono imprevedibilmente intrecciate facendo nascere nuovi filoni, nuove situazioni. Come un rabdomante in cerca dell'acqua, Vittorio Bongiorno si muove, curioso e disponibile, nei meandri delle città, ascolta e cerca di far parlare i luoghi, che sia il Joshua Tree o il negozio Amoeba, la Michigan Central Station o i vecchi studio Motown, Prinzlauer Berg o i club berlinesi; ascolta e cerca di far parlare le persone che incontra. E riesce bene sia con le cose che con gli uomini, ché da buon siciliano gli bastano poche frasi per farci capire, per cogliere la parti essenziali e importanti di una visita, di una chiacchierata, di un'esperienza. Una prosa schietta, senza fronzoli, che cattura perché quel che racconta è vita vissuta e in gran parte è la tua stessa vita. Perché Vittorio Bongiorno ha alle spalle un solido background, non solo musicale, ha letto e studiato molto sulle mete dei suoi viaggi, li ha anche sapientemente organizzati, concordando prima di partire appuntamenti e incontri, ma poi la vita mai è come l'abbiamo programmata, ed ecco allora che anche il caso, le coincidenze giocano un ruolo decisivo, un po' come in un romanzo di Paul Auster , può capitare così di entrare in un locale e trovarsi davanti Ry Cooder, o di imbattersi casualmente in quel Derrick May che mai aveva risposto alle mail dello scrittore.

 

Chi ha avuto il piacere di leggere il bel libro precedente di Bongiorno “Il Duca in Sicilia” (che recensimmo quando Distorsioni era un blog) avrà colto non solo la capacità del narratore, ma anche lo spirito anarchico e ribelle e l'entusiasmo e la passione che lo animano. Perché nelle vene di Vittorio scorre il sangue turbolento e irrequieto del rock e una profonda anima blues che gli fanno osservare il mondo dalla parte giusta, con curiosità, competenza, ma anche cuore e passione. Ecco così che nelle pagine di “City Blues” incontreremo anche noi con Vittorio, e ci sembrerà di star lì a berci anche noi un paio di birre, molti dei nostri eroi. Musicisti come Johnathan Wilson, Gram Parsons, Lucinda Williams, Mick Harvey, Nick Cave, Hugo Race, Einstürzende Neubaten, Allah Las, George Clinton, John Lee Hooker, Bowie e Iggy Pop, ma anche letterati, architetti, giornalisti, sociologi tutti a comporre un ideale caleidoscopio che da diverse prospettive cerca di catturare l'anima della città, di farcela sentire e vibrare. Una guida preziosa per chi vi si recherà in viaggio, ma anche per chi il viaggio lo farà solo attraverso le belle e intense pagine scritte da Bongiorno, autentico narratore di razza, basterebbero a dimostrarlo le straordinarie e vivide descrizioni delle immense rovine delle grandi fabbriche automobilistiche di Detroit o degli spazi psichedelici del deserto.

 

Ignazio Gulotta

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