Migliora leggibilitàStampa
30 luglio 2013

Ian McEwan

Cani Neri

1992 - Prima edizione italiana Supercoralli Einaudi 1993 - Prima edizione Tascabili Einaudi 1995, pagg. 181

Ian McEwan

Continua la nostra operazione recupero di validi libri usciti negli anni scorsi, grazie al nostro Alfredo Sgarlato: speriamo possa essere di vostro gradimento. 

 

David Foster Wallace si chiedeva in un suo interessante saggio (pubblicato in Italia in “Considera l'aragosta”, Einaudi Stile Libero 2006) come mai al giorno d'oggi non sia possibile scrivere un romanzo come quelli di Dostoevskij, in cui i personaggi si interrogano sulle grandi questione dell'esistenza. Ciò non è del tutto vero: un'ottima smentita è “Cani neri” di Ian McEwan, un libro piccolo piccolo nella mole (la parte narrativa vera e propria sono poco più di 150 pagine) e grandissimo nei contenuti. Di cosa parla? Di tutto, verrebbe da rispondere, e del Male in particolare. Nello specifico è un sunto della vita di un uomo qualunque preso in alcuni momenti della propria vita: adolescenza infelice, matrimonio felice, una vacanza col suocero, una rivelazione sul passato. La storia personale si incontra con due momenti topici della Storia con la maiuscola: il nazismo e la caduta del muro di Berlino. Dalle vicende del protagonista McEwan, che in questo testo è meno morboso che in altri (ma non è una critica, ci piace proprio per questo..) trae spunto per affrontare moltissimi argomenti chiave, dai problemi dell'adolescenza alle dittature, con quello sguardo acuto sulle profondità della psiche che gli è suo peculiare, con l'ombra del Male, simboleggiato dai cani neri del titolo, che aleggia sempre sullo sfondo. Certo, McEwan, è molto pessimista sulla natura umana, e in questo libro più che in altri, eppure è una lettura molto coinvolgente, persino commovente. Il suo stile non è inutilmente ricercato ma nemmeno mai sciatto, possiede molto ritmo e bella costruzione della frase. La critica sta dando a McEwan il giusto risalto solo da poco. Prima era snobbato, probabilmente perché, come Auster o Pennac, aveva il torto inammissibile di riuscire a vendere e grazie al passa parola dei lettori forti. Se non conoscete McEwan “Cani neri” è il miglior inizio possibile, dopodiché li leggerete tutti.

 

Alfredo Sgarlato

Inizio pagina